Sulle pappe ed altri grigiori indistinti

pappa al pomodoro

Ultimamente la parte più creativa della mia giornata è preparare la pappa!

Possibile che in giro, nel web, si trovino principalmente ricette di pappe che assomigliano più al brodagliume di Don Biffero, con tutti i pezzi di  “potrebbero” che galleggiano dentro (vedi La Compagnia Dei Celestini), che a qualcosa di minimamente commestibile?

Più esploro i siti italiani delle mamme 2.0 e più mi appare lampante il fatto che le le cose per bambini (dai mobili per le camerette, alle scarpe … per arrivare alle pappe) siano molto spesso di un grigiore indistinto, che non è poi male, considerando che altre volte sono proprio di un nitido squallore.

Ma perchè? Non me lo so spiegare. Certo su siti stranieri, principalmente nordeuropei, ci sono dei rarissimi esempi di quando non-dico-il-design, ma almeno il “gusto” si sposa con il mondo infantile (vestiti, mobili, accessori), solo che è il portafoglio che non si sposa bene con i loro prezzi e quindi niente: siamo da capo a dodici.

Non ci sono alternative, se sei un bambino ti accontenti di cose brutte, devi aspettare la tua prima paghetta per comprarti delle scarpette meno brutte di quelle simil-ortopediche con i brillantini sul dorso. Non parliamo poi di qualcosa di buono da sgranocchiare che non sia vellutata di finocchio con manzo in scatoletta. Senza sale, dimenticavo.

Dovessi dire in romanesco quello che penso, mi sembra che il concetto possa essere reso più o meno così: “essere un bambino = a-chi-tocca-nun-se-‘ngrugna”

Comunque, pur essendo consapevole che non potrò mai sovvertire quest’ordine precostituito (dato che sono decenni che il mondo evidentemente gira così), nel rispetto delle capacità inghiottitorie della dissennatrice, a casa cerco di rispettare almeno un principio elementare sulle pappe:

“Non cucinare agli altri quello che non vorresti fosse cucinato a te”.

E allora ecco una ricetta, adatta per bambini dai 10 mesi in su, della pappa al pomodoro:

Ingredienti (per 2 porzioni):

  • 1 fetta di pane casereccio raffermo
  • mezza tazza di passato di pomodoro
  • 1 tazza di brodo vegetale
  • 2 foglie di basilico spezzettate
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiaini di olio extravergine di oliva

Preparazione

  • In una pentola alta scaldate il brodo e mettete il pane a pezzetti
  • Aggiungete il pomodoro ed il basilico e cuocete per 20 minuti circa a fuoco basso, fino a che il pane non si è disfato
  • Condite ogni porzione con un cucchiaio di parmigiano ed un cucchiaino di olio

Banale, banalissima, ma semplicemente buona.

E dato che si può mangiare dai dieci-mesi-in-su, non fatevi ingannare dal cucchiaino ergonomico: la porzione che vedete in foto era la mia!

22 risposte a "Sulle pappe ed altri grigiori indistinti"

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  1. la mia nipotina già all’età di 10 mesi inghiottiva roba da adulti! si sedeva sulle gambe mie o dello zio (il mio ragazzo) o dei nonni e voleva le mollichine di pane sbriciolate sul tavolo e se le mangiucchiava proprio con appetito! poi passava ai pezzettini di pomodoro schiacciato, al succo dato rigorosamente dal bicchiere e non dal biberon, al formaggio grattugiato che ciucciava con le dita e così via…. e pare che cresca bene!

    1. E’ vero. Ci sono bambini che invitano più di altri a sperimentare. Poi pedriatri e consultori fanno terrorismo inverso.
      Una volta che stavo addentando un pezzo di pizza bianca la dissennatrice mi si è arrampicata sulla gamba per arrivare (invano) ad afferrare qualcosa.
      Da allora in poi è stato tutto in discesa!
      🙂

      1. la pediatria moderna ha rovinato e rovinerà intere generazioni di fanciulli. le nonne del dopo guerra allattavano al seno e, finito il latte, facevano trangugiare ai figlioli pane inzuppato nel latte, nell’acqua o riso fatto a pappa. non esistevano omogenizzati correttivi del calcio, o il latte mellin che equivale a 10 litri di latte normale. eppure son cresciuti uomini e donne robusti e forti, meno propensi verso malattie semplici come il raffreddore, la febbre, le bronchiti, ecc ecc…che poi ci si mette la psicologia infantile di sta cippa che ha fatto dei pargoli degli automi tecnologici privi di fantasia e di stimoli alla sopravvivenza… ah i vecchi buoni tempi!

  2. Il tuo post mi suggerisce un dilemma antropologico interessante. Non ti spaventare, non ho la febbre ma oggi mi viene così. Ho sempre pensato che lo svezzamento fosse il vero “imprinting” della razza umana poiché è la fase in cui il cucciolo viene educato al gusto alimentare che gli viene trasmesso in maniera tradizionale e specifica ed è quindi il momento che conferisce al suo gusto una impronta fondamentale. L’effetto collaterale è ad esempio il famoso pensiero in ognuno di noi: “però come lo cucina mammà !”, ma questo è un altro tema …. Scoprire ora che le web-mammine consultano la Rete per trovare la ricetta di un piatto da svezzamento imbroglia tutte le carte sul gusto alimentare passato da madre a figlio. Così state globalizzando anche la pappa, attente !

    1. Sarcosante riflessioni rodixidor, da un lato sono molto d’accordo.
      In effetti il gusto si crea proprio in questa fase e quindi pensare di star standardizzando i gusti così tanto fa un po’ impressione.
      Però cercare e riproporre le stesse ricette non è tanto diverso dal dare le stesse scatolette a tutti i bambini d’italia, eh.
      Anche perchè, non so tu, ma io le ricette le rielaboro, aggiungo zucchero quando non dovrei, ci metto le spezie quando non è previsto… quindi alla fine il tocco di mammà resta… almeno credo che resi più così che nel dare le pappe precotte sane e bio all together.
      Da quando la dissennatrice poi mangerà la genovese, non avrò più problemi.
      ;-P

      1. Concordo con te e mi fido del tuo tocco personale che saprà rendere ricette globalizzate nel “piatto di mammà”. Quando poi la bimbetta mangerà la genovese, allora sì, il miracolo sarà compiuto e sarà una vera apolide, partenopea nel gusto ma nata nel “caput mundi” 🙂

  3. “Non cucinare agli altri quello che non vorresti fosse cucinato a te”.
    Quoto e ti aggiungo due regole pinellesche:
    “Si mangia tutti insieme attorno ad un tavolo, anche se tu c’hai la pappina e noi la parmigiana di melanzane”.
    “Se non hai fame, non è un dramma. Siete bimbi ipernutriti. Un pasto saltato non sarà un dramma”.
    🙂

    1. Sul si mangia tutti insieme mi piace molto, ma dobbiamo attrezzarci, perchè abbiamo almeno 3 ore di differenza nelle pappe, tu mi conosci, io potrei anche mangiare 2 volte, ma è il marito che è uno stomaco raffinato…

      sull’iper nutrito, assolutamentequantoc’hairagione. tale madre, tale figlia.

  4. Caspita, mangi veramente poco ragazza mia!
    Lessa un broccolo romano per 5 minuti e frullalo col minipimer aggiungendo solo mezzo ramaiolo del suo stesso brodino (deve venire una vellutata piuttosto soda). Unisci dell’orzo decorticato (lessato ovviamente) e condito solo con olio e sale.
    Una bontà!
    Che però faccio quando stiamo poco bene.

    1. ti adoro. scrivilo ancora, ramaiolo, in un qualunque commento di un qualunque blog ma scrivilo, ché certe parole non solo non vanno dimenticate, ma che suono, che suono!
      (e sul cavolo romano consiglio: crudo, tagliato fine fine, intingolo di olio sale limone pasta d’acciughe e un pizzico di pepe. è da lacrime).

      1. ammen…2 o 3 di questi commenti e m innamoro eh? poi non dire che non t ho avvertito! 😀 😀
        ora ad es si sente dire “piano di lavoro” o “tavola da lavoro” ma la bellezza di “spianatoia” dove la mettiamo?

      1. macchéscherzi?!? massimo rispetto per gli omogeneizzati, siamo noi che siamo stortignaccoli 😛
        ad ogni buon conto, ora non intaserei il post con un ricettario intero, però ti dico le due o tre cose essenziali per noi sono state: il dado vegetale nella versione senza sale, le farine holle, i colori delle verdure e (un po’ per volta) di qualche spezia.

  5. noi abbiamo fatto a step: prima latte di mamma, poi a 5 mesi latte melllin, poi svezzamento tradizionale con omogeneizzato di frutta per merenda, poi papappette e brodini per un mese, poi… abbiamo cambiato pediatra che ci ha indirizzati sull’autosvezzamento. Si mangia meglio, tutti, e tutti a tavola mangiano la stessa cosa. All’inizio è successo per caso -verso gli otto mesi mi pare- che cami mangiasse una penna all’arrabbiata e da lì abbiamo iniziato. uova, noci, pomodori… boh, tutto, piano piano. ora mannaggia si vuole mangiare le patatine! 😀

    1. Se non vomitasse da 15 giorni ininterrottamente per un’influenza con tosse assurda, ti giuro che avevo pensato di voler fare esattamente la stessa cosa adesso.
      Evviva le patatine, le vorrei anche io, ma a Natale ne ho mangiate così tante che ho fatto un fioretto che non ne mangio più per un po’.

      1. oh povera ma guarda, per i bimbi la tosse è la cosa peggiore, peggiore della varicella secondo me! mi dispiace! 😦

        Facciamo fioretto assieme allora *.*

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