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Anche noi siamo state delle persone normali, prima di avere figli.

Adesso la testa ci frulla a duemila giri.

Ma soprattutto, ci ritroviamo ad avere di norma 3 o 4 discorsi in contemporanea, come se non ci fosse niente di strano.

E per uscirne indenne, naturalmente, butti fuori risposte a raffica con la tattica dell’ “a-ro-cojo-cojo”, sperando di non starti involontariamente impegnando, per qualche scherzo del destino, ad acquistare un vestito tempestato di zirconi di Frozen all’unico figlio maschio che ti ritrovi.

E così alcune sere sono molto impegnative, soprattutto quando magari avresti anche la necessità di dirti qualcosa con il marito.

Ma è il marito, non certo io, che ha l’aspirazione di poter mettere ordine al nostro meraviglioso scompiglio. Ed è quindi lui quello delle precedenze, del “lasciamo finire” e del “non adesso”.

Non che funzioni, naturalmente. Ma almeno così gli è più facile rimanere saldamente attaccato ai propri principi.

Finchè non perde la pazienza, ovviamente.

Perchè l’altra sera, eravamo presi in un discorso e ci piombavano domande a raffica senza senso: “Ma allora, pensi di riuscire ad andarci tu?” “Mamma, a cosa servono i muri?” “Facciadipooooollo” “No, perchè ti ho spiegato, ora non mi ricordo, che per me questa cosa sarebbe davvero importante” “Mi ha detto Facciadipollo, hai capito mamma? Mi ha detto Facciadipollooooooo” “Scusa, mi puoi ripetere il giorno, era il 22?” “Mamma, io non voglio morire. Penso che sto per piangere” “Ma come il 22, ti avevo detto che era il 20, cavolo però ste cose te le dimentichi sempre!” “Mamma, lo sai che Kevin mi ha chiesto di vedere le mie mutandine?” “Va bene, mò non è che uno non si ricorda e fai queste storie, ok, il 20, il 20. Ho capito, mi organizzo.” “Papaaaaaaaà…”. “Boglio un coltello affilatoooo” “Vabbè, allora poi ti darò tutte le notizie” “Se Kevin mi lascia credo che nessuno mi sposerà mai” “Scusa in che senso notizie? Non devo solo ritirare e basta?” “Hai capito mamma? Nessuno. Sarò sola. Sola  pessempre”. “Facciadipollo” ” Si, ma non vuoi sapere dove andare… sai già tutto?” “Papaaaaaaà” “No, dai, dimmi” “Perchè non mi avete mai fatto andare a vedere l’universo? Siete cattìvi…” “Papaaaaaaaaà”.

E quando è troppo è troppo e il marito non ha retto più. 

Occhio vitreo. Testa che gira al rallentatore. Sguardo che mette a fuoco l’erede: “Basta. Io non ce la faccio più ad essere interrotto. La devi smettere, ma insomma! Ma come posso fare a fartelo capire, GUIDO?”.

Ammutoliamo tutti per un attimo.

Ammutolisco io, ammutoliscono Bianca e Teresa e, soprattutto, ammutolisce Giulio. Non so se anche Guido da qualche parte sia a sua volta ammutolito anche lui.

Però per fortuna è bastato un attimo perchè riprendesse la rassicurante litania di Teresa, che col suo grande classico “Facciadipooooollo” ci ha riportato alla normalità.

Buone conversazioni a tutti.