Se telefona nonno

   La mattina, da quando il marito deve accompagnare la piccola dissennatrice al nido e poi andare in ufficio, non si cincischia più. Le ondate di diapora dei lavoratori romani fanno sì che, se putacaso prendi la tangenziale con soli 5 minuti di ritardo, devi chiedere 4 ore di permesso. Per l'appunto: la mattina a... Continue Reading →

Il farcitore di cornetti

Partiamo da un presupposto: se entro in un bar, tutta trafelata, all'alba delle 9.45 di mattina e chiedo solo un-cornetto-al-cioccolato-da-mangiare-per-strada-perchè-ho-fretta, non è un caso. Sarà la nottata un po' impegnativa che sai di avere alle spalle, sarà la giornata un po' impegnativa che sai di avere davanti a te, sarà quel che sarà, ma se... Continue Reading →

Tu non chiamarlo sonno…

Quando hai una bimba piccola con la febbre, la notte si trasforma in una battaglia. Ed è così che dopo aver dormito sì e no 20 minuti a testa, quando la dissennatrice si è addormentata con i primi chiarori dell'alba, noi siamo crollati in uno stato di totale incoscienza, che chiamarlo sonno mi sembrerebbe troppo.... Continue Reading →

Olio lubrificante a colazione…

Inutile. In questi giorni giro a vuoto. E mi ostino a cercare le cause all'esterno, quando la realtà è che se non mi fermo un attimo e se non rimetto in circolo un po' di olio lubrificante tra i miei ingranaggi non mi rimetterò mai in sesto. Inutile girarci intorno, inutile: è così. Spero solo... Continue Reading →

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