Un po’ arrivata

Se uno vuole stare in società deve accettare di correre dei rischi. E uno di questi rischi è che fai un viaggio con un ragazzo nello splendore dei suoi vent’anni che, mentre ti passa il tuo zaino, gli dà un’occhiata sommaria e poi ti dice: “Certo che ‘sta borsa è un po’ arrivata...” Ordunque... Ho... Continue Reading →

Sessanta

Sapete qual è la mia unità di misura dell’ottimismo, quando sono in vacanza? Il numero di pagine che conto di leggere al giorno. Quest’anno sono “sessanta”. Ok, d’accordo. Guardate che vi ho sentito... Domani vi dico qual è la mia unità di misura del realismo.

Fichidindia

Esterno giorno. Mare. "Mamma, allora ti dico la regola: se urlo Fichidindia vuol dire che ho bisogno di aiuto, altrimenti mi lasci nuotare in pace, va bene?" E il bello è che qui con voi non sto neppure a discutere del merito, quanto invece a chiedermi da quand'è che le regole non le faccio più... Continue Reading →

Welcome back

Perché noi siamo per la libertà di aperitivo: ognuno ordina quel che vuole.

Ma non dovevamo vederci più?

E nella vita possono capitare di quelle fortune, ma di quelle fortuneeee, come per esempio che fai parte della Lonely Planet e giri il mondo per lavoro oppure che fai l'assaggiatore di cioccolatini a Torino oppure che ti chiamino di gran fretta dall'ufficio perchè sta per tornare De Gregori inaspettatamente. Però, che vi devo dire,... Continue Reading →

Quando l’identità passa per i friarielli…

E poi accade sempre qualcosa che spariglia e in questo caso si tratta di una visita a Napoli. Spinta da un senso atavico di "fretta" (manco fossi nata nel Canton Ticino), anche adesso che avrei potuto prendermela con comodo dato che ufficialmente non sto più lavorando, mi sono concessa la solita spedizione lampo, di quelle... Continue Reading →

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