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Rampe Brancaccio, pomeriggio d’autunno, andando da Lucignolo.

Mammamia che nostalgia di questa luce e di queste strade… è proprio vero che chi si allontana da Napoli, per qualsiasi motivo lo faccia, rimarrà per tutta la vita un Napòlide” e continuerà ad avvicinarsi alla città e ad allontanarsi da essa in un moto perpetuo.

E avrà bisogno di andare, perchè non troverà più in essa le risposte alle proprie domande… e avrà bisogno di tornare, perché non riuscirà a trovarle altrove.

A Napoli, quando scendo gli scalini del treno, non mi sento tornato. Mi sento invece solo, con un diritto più intimo di quello che provo altrove.

Una città non perdona il distacco, che è sempre una diserzione. Sono d’accordo con lei, con la città: chi non c’era, chi è mancato, ora non c’è, è decaduto il suo diritto di cittadinanza. Ora è uno dei tanti passanti che essa accoglie, senza opporre resistenza. (…)

E se non ho il diritto di definirmi apolide, posso dirmi napòlide, uno che si è raschiato dal corpo l’origine, per consegnarsi al mondo. Mai più ho attecchito altrove.”

Erri de Luca