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Io ho trovato la forza di dire NO. ...voi?
Campagna di sensibilizzazione Natale 2011


Sento di dovere qualche spiegazione per questo post, che per alcuni puo’ essere poco chiaro.

Primo, se vi e’ poco chiaro e’ perche’ non conoscete Dario, uno-a-zero per voi.

Secondo, se non lo conoscete, probabilmente non gli avrete mai fatto un regalo e dunque non avrete familiarita’ con la sensazione desolante che di solito ha chiunque gli compri qualcosa.

Vi riassumo le fasi della scartatio regali che sono standard e sono eseguite con splendida maestria esattamente nell’ordine che riporto:

  1. Sconcerto Il donatore (che si e’ esercitato in bagno per sfoggiare un sorriso sicuro, che non mostra alcuna incertezza) va incontro a Dario con il pacchetto.  Dario lo vede  e inizia a scuotere la testa. Successivamente rivolge lo sguardo fisso in un angolo non identificato in basso a destra e puo’ rimanere cosi’ per 30/40 secondi.
  2. Schifo Quando il donatore cerca di uscire da questa situazione di impasse, Dario allora scute le spalle, in un sussulto che dura qualche (lunghissimo) istante e fa capire che quello che ha visto fino a quel momento gia’ lo umilia come uomo e come essere vivente.
  3. Disprezzo Niente piu’ sorrisi, il donatore inizia a sudare. Dario allora prende il regalo e lo soppesa, come quando al mercatino di Forcella ci accerta che non ci sia il mattone al posto dello stereo (difatti consiglio a tutti di scrivere FRAGILE, nell’eventualita’).
  4. Delusione Dario intanto e’ visibilmente deluso e spesso gia’ in questa prima fase pronuncia espressioni tipo “Vabbe’” oppure “Ma tu lo sapevi che non mi piaceva” oppure sbuffa sonoramente, mostrando una preveggenza di cui purtroppo non fa uso in altri campi.
  5. Attesa La scartatio regali puo’ durare interi minuti di minuziose attivita’ tendenti all’autismo, come ad esempio snodare ad uno ad uno tutti i nodini del nastro, staccare lo scotch affinche’ la carta da regalo non si rovini et similia.
  6. Esecrazione Dopo questa lunga preparazione, Dario scarta il pacchetto, guarda il regalo ed immancabilmente dice “E’ nakagata”. Il donatore a questo punto e’ felice, pu’ tornare a respirare e pensare: il supplizio e’ finito e sono ancora vivo.
  7. Dolore Dario, invece, entra in una spirale leopardiana, in cui tutto gli ricorda il regalo e tutto gli sottolinea il peso della cazzata fatta dal regalante. A volte resta silenzioso per diverso tempo, anche per ore. Dopo 2 giorni e’ riuscito a superare lo shock, entro il mese i valori del sangue si ristabilizzano.

E adesso un po’ di dati:

  • Tempo impiegato dal regalante per individuare il regalo: dai 2 ai 5 mesi
  • Numero di consultazioni di amici/parenti/conoscenti/negozianti/forum online/call center: 246 ore globali
  • Tempo impiegato nella cerimonia della consegna del regalo: fino a 8 minuti
  • Tempo impiegato da Dario per decidere se il regalo gli piace o no: un battito d’ali.

Principali cause addotte per  l’insodisfazione:

  • Non mi piace
  • Non lo volevo
  • Era evidente che quest’anno desideravo una radiosveglia

Cause accessorie di malumore

  • Lo hai pagato troppo, lo dovevi comprare online
  • Gia’ lo ho… e mi ha sempre fatto schifo.
Il vero problema e’ che alla fine di tutto Dario chiede sempre: Ma non potevi chiedere a Maura, scusa??? …e quando capisce che questo era avvenuto… allora sono solo cazzi miei…!!!!

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