Questo post è personale

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Non c’è niente di più bello che immergersi nei propri amici per 2 giorni. Che saltare ad occhi chiusi senza che baleni neppure un attimo il pensiero: ma dove cadrò? Saltare e basta. E sapere che tanto c’è qualcuno che ti prende.

E’ incredibile che per quanto arrivi scassata (come direbbe Piggy), me ne torno quasi sempre rimessa a nuovo, senza aver fatto poi nulla di particolare se vogliamo. Sarà che ancora non mi capacito che lorsignori sanno tutto-quello-che-sanno di me e sono sempre contenti quando mi vedono.

Sarà che mi chiedo come facciano a portarmi ancora al Pallonetto, dopo quello che ho combinato, come non mi chiedano in anticipo se posso descrivere al telefono come sono vestita e che scarpe ho messo (dato che loro a Napoli ci vivono e io chemmifrega tanto me ne vado). Che accettano che sfilo… ma sfilo maglioncini. Che non mi fanno promettere che non ruberò i bicchieri di whiskey di qualcuno solo perchè sono per strada e che non imiterò una rana per tutta una sera, solo perchè mi va così.

E poi penso a quando ho guidato la moto nuova di Liliuc e mi sono abbattuta sulla macchina parcheggiata, al tieni marce alte-tieni marce alte prima di bruciare la testata, ai milioni di caffè bevuti alla SedeSociale, a quando mi hanno fatto rompere i palloncini in quel modo barbarico (ancora non riesco a raccontare), a Gnu ed alle sue musicassette scagliate come saette dal 5° piano perchè venute male. A Scorny, buonanima. Al “grazie per la bella serata”. Alla pasta in salsa rosa e ai dolcetti delle fate.

A quando abbiamo conosciuto un truciolo, che faceva domande, ma non intelligenti. Alla telefonata notturna di nextlola: ho bisogno di sapere che forma ha il cardamomo, ma suuuubito! A quando S. si addormentò chiuso nel mio bagno. Chiuso. Nel mio bagno. A quando Piggy assestò quello schiaffo e nessuno mise più in dubbio che davvero aveva preso la cintura nera a taekwondo. Al vecchio Vibes e a quando risposi al telefonino di Lonfus, perchè c’era bisogno. A it’s me. A quando mi rubarono il telefonino e quando me lo ridarono. A ENTRA PIN. Penso a quando facevamo le cene del lunedì e sempre Gnu rideva in modo così strano che tutti pensavamo che era il frigo che aveva iniziato a fare rumore. Ad Asia che cade per tutte le scale: può succedere. Ai criceti che non rimbalzano. Alla sedia a forma di petalo, che quasi quasi me la riprendo dalla soffitta. E penso al dinosauro fatto con la carta igienica che ancora non capisco perchè, a Chiara e i suoi bonghetti, ai bicchieri di martini che dovevano essere per forza rubati altrimenti non valeva, al periodo della birreria belga, al periodo del borgo marinari. A quando ci fermarono i carabinieri perchè non andavamo sufficientemente veloci sulla preferenziale. A Nerino, a Gnu, ad un guinzaglio e ad una caduta: la mia. Alla vecchia bagascia: pòòòòvera. Al cane gay di una amica. Alla mitica festa in maschera quando con Raimons andammo a sistemare la casa al mare il giorno prima. A quello che successe il giorno dopo, ad Annibale arrivato da Torino ed alla cicatrice da Ginocchio a Ginocchio. E a memole, signore e signori, penso a memole. Ad Alice ed alla testata nel vetro e penso a quando con Alessia ci vedevamo un film solo per avere la scusa ufficiale per finirci 1 pacco gigante di orsetti gommosi. Alla Cinquecento gialla a tutta velocità per le rampe Sant’Antonio.

E poi penso agli anelli di cipolla fritti che percarità-a-nextlola-non-piacciono-mica, al b.-u.c. scritto su un decoltè (trooooppo) generoso di cui sono sempre stata invidiosa, a Bepo che mi fa la sorpresa di farsi trovare davanti alla porta mentre lo pensavo a NY, a Liliuc che frigge cotolette per 2 ore e non esagero. All’esperimento involontario che ha dimostrato che una fonduta di cioccolata può resistere senza putrefarsi in forno almeno per 8 mesi. A quando ho sorteggiato il we a Sorrento invece del film porno (evvai). A quando scrissero Il ciglione (… ma era così?). Al Tariapoco di Gorgia, ovvio.

E tutto con la struggente cornice di Napule che se l’hanno inventata con tante luci e con tante ombre un motivo c’è. Napoli in cui, per certi versi il tempo è immobile e, per altri, corre velocissimo.

E non so se esiste sensazione più bella che essere seduta al tramonto su un balcone davanti al mare, avere due tra i miei amici più cari (da un lato) che mi chiacchierano ed il marito (dall’altro) che si addormenta per un attimo sulla mia spalla… e poi (quando si sveglia) vedere Liliuc che gli permettere di paregiare a tris sul proprio braccio… proprio lo stesso Liliuc che in passato avrebbe ucciso per molto meno.

24 risposte a "Questo post è personale"

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    1. Vogliamo raccontare quando mi hai svegliato dicendomi: “Ciao amooooore miiiiooo!!! A che ora arrivi?” solo per toglierti uno scocciatore da torno? E poi hai chiuso senza neppure spiegarmi che non mi sono più riaddormentata? Oppure quando a mensa la signora addetta ai primi piatti, parlando della pasta, ti ha chiesto “arrabbiata?” e tu hai risposto “oggi direi che sto bene”.

  1. e aggiungerei…mentre leggevo mi ritornava in mente nerino e la nostre folle corsa e nella mia mente ci sarai sempre tu che ti accasci a terra… e rileggerlo 4 righe sotto…

    però hai dimenticato che “IO IL MIO BAGNUM NON LO DIVIDEREI CON NESSUNO”

  2. nulla di più ritemprante che tuffarsi tra gli amici di una vita!
    è come infilarsi una pantofola che accoglie il piede anche se è portatore sano di cipolla e alluce valgo!
    (ma che metafore riesco a fare!?!? mi faccio paura da sola!) :))
    a parte i nomi un pò “mocciani”… che voglia che mi hai messo di tornare a napoli!!!

      1. noooo! il bar di fronte alla scuola…traviante!
        ricordo una battuta bellissima su moccia.
        il giorno dopo la morte di Tabucchi un falso titolo di un quotidiano diceva:
        “e dopo ieri, un altro giorno di lutto per la letteratura italiana. Dopo la morte del grande Tabucchi un comunicato stampa rende noto che anche oggi Moccia gode di ottima salute…”
        un pò teribbbile se vuoi… ma :))

        cmq si, proprio lui, l’alluce biondo che sbatte anche la chioma (e si profuma pre con AlluRe!)

  3. Tornare a casa è una droga, è dolce ma provoca assuefazione.
    Cmq questo blog è troppo bello! Come Napoli, crea dipendenza!
    Grazzzzzzzzieeeeeeee!!!

      1. non per cavillare… ma ho proprio perso :p
        e cmq non ho mai detto che non lo avrei ucciso… ho solo preso tempo che magari salgo per il ponte del primo maggio a roma, come ai vecchi tempi, e mi serve qualcuno da maltrattare 😀

  4. Maura che nostalgia di Napoli che mi hai fatto venire! Prima ho sentito Nerino via skype, ti saluta tanto 🙂 Perché non spostiamo Napoli a Bruxelles, per un weekend? Dai se si fa a luglio casomai trovate anche un raggio di sole 😉 Vi aspetto per una, due o perché no tre birre belghe 😉

  5. no no vi assicuro che ogni tanto esce anchequi! Isteria personificata ti riferisci per caso al fatto che a pasqua è piovuto per 3 giorni di fila? E comunque non si rifiuta mai una birra belga soprattutto se ve la offre la piccola Sof che ha troppa voglia di conoscervi ! Dai dai dai!

  6. io vengo il 17 giugno forse… c’è il mercato di strada a Ixelles…degli amici vendono mobili delle pulci, e antonio vende dolci

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