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Il giovedì a casa accade sempre qualcosa di speciale. Viene Edna, una signora delle Filippine che in sole 3 ore riesce a fare un piccolo miracolo. Non la definirei una signora delle pulizie, Edna è un’educatrice.

Stamattina mi ha fatto uno squillo-e-chiudo mentre ero in ufficio e ho subito capito che l’avevo nuovamente chiusa fuori casa. Riesce a mantenere un suo contegno severo anche nel segnalarmelo, e io vorrei tanto potervi dire che non è quasi mai capitato, ma in effetti non è proprio così.

Sono corsa precipitosamente a casa e l’ho trovata lì, che parlava al telefonino sulle scale, un po’ seccata di dover chiudere la conversazione. Austera sì, ma è pur sempre una donna.

Non mi è capitato spesso di vederla all’opera, ma quando ho l’occasione è uno spettacolo. Non so come fa, ma è come se entrasse in risonanza con la casa, è come se l’avesse addomesticata. La casa è mansueta, si fa sistemare docilmente ed in un modo quasi definitivo, cosa che noi neanche se ci passassimo tre ore a testa riusciremmo a sistemarla così.

La cosa più sorprendente è che si porta da casa un panno arcobalenato che alla fine, proprio poco prima di andare via, passa quasi dappertutto, con la movenza un po’ accelerata di “Baleno-e-lavoro-meno”. Deve essere il suo modo di marcare il territorio, perchè non trovo altra spiegazione, dato che a guardarlo da vicino quel panno non ha proprio niente di diverso da un normale strofinaccio da cucina. Solo che per noi oramai da anni quello si chiama panno magico e pensiamo che siano racchiusi lì tutti i suoi super poteri.

Edna è insofferente se io resto a casa mentre lei fa le pulizie e me lo fa capire in tutti i modi. Io non le sto mai attorno e le parlo il meno possibile, perchè lei è di pochissime parole. Ci lascia post it minatori per casa quando sbagliamo qualcosa, cerca di insegnarci le buone maniere nella gestione della casa, è severa se non riscontra le risposte che vuole. Le dispiace solo quando mi vede che mi contorco al letto con il mal di testa e allora mi dice con la sua vocina: “Ahhh, hai la cerbicale???”

Edna per noi è un’istituzione. Quando con mio marito consideriamo l’ipotesi di cambiare città uno dei fattori che ponderiamo è non avere più Edna con noi.

Quando la sera del giovedì apriamo la porta di casa e vediamo che risplende è un momento quasi spirituale per noi. Poi di solito, proprio quella sera approfittando dell’ordine irreale, inviamo 6 amici a cena, ci prepariamo la pasta fatta in casa oppure smontiamo l’armadio a muro alla ricerca di una cosa di nessuna importanza. Fatto sta che riusciamo a rendere la casa un disastro già prima della mezzanotte e questa io comunque la chiamo abilità.

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