Mollette e calzini

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Questo post, che prende spunto da uno scambio di commenti con Rodixidor, mi dà la possibilità di raccontare qualcosa di drammaticamente vero.

Partiamo da un assunto che non c’entra per niente: riguardandomi appena dopo aver scattato una foto non mi piaccio mai, è matematico. Basta però che io riveda la foto anni o addirittura solo mesi dopo, che invece penso: “Vabbè, dai, tutto sommato… poteva andare. Quasi quasi la stampo!”.

Arriviamo ad un assunto un po’ più pertinente: esattamente l’opposto mi succede quando riguardo non qualcosa di scattato, ma qualcosa di vissuto. Non dico sempre, ma molto spesso sul momento mi sembra che non potevo fare di meglio, mentre basta che io ripercorra quell’episodio anni o addirittura solo mesi dopo, che lo disconosco intimamente e mi compatisco: “Mioddio, e tu ti sentivi matura in quell’occasione, ma fammi il piacere…!”.

Ecco.

Quando mi sono trasferita a vivere a Roma e, contestualmente, mi sono piazzata in casa del mio attuale coinquilino avevo deliberatamente comprato per l’occasione le mollette unisci-calzini-da-lavatrice. Come tutte le cose epocali della vita, ricordo benissimo dove e quando le avevo acquistate, ricordo anche il prezzo, ed ero ben certa che quella sarebbe stata la mia prima mossa da donna di casa matura, considerando che sul tema avevo la coda di paglia, non avendo quasi mai fatto una lavatrice in vita mia.

Riflettendoci bene, se considerate che mi sono trasferita da Napoli a Roma esclusivamente con uno zainone da backpacker, questo significa che misi la confezione di mollette unisci-calzini-da-lavatrice nell’unico bagaglio che avevo. Magari anche a discapito di qualche altre cosa. Davvero notevole.

Ovviamente dopo aver appurato che le mollette per loro natura disintegravano totalmente i calzini, ma più che altro dopo aver costatato che di solito tutta questa spensieratezza di infilare calzino per calzino nel fare una lavatrice non ce l’avevo, la pateticità dell’acquisto mi fu evidente.

Detto questo, probabilmente per pudore nè io nè il coinquilino abbiamo mai affrontato questo tema e, pur non usandole mai, le mollette sono ancora in lavatrice.
Parliamo delle mollette probabilmente più lavate della storia europea recente.

Tutto questo ha una morale? Assolutamente no, a meno che non la troviate voi o che Rodixidor, profondamente colpito da questo oggetto, non voglia inviarmi periodicamente i suoi calzini per farseli lavare con le mie profumatissime mollette!

11 risposte a "Mollette e calzini"

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  1. Resto cmq dell’idea che mutande e calzini subiscano una forma di combustione… per nn parlare dei fantasmini…quelli svampano proprio !!!

  2. adesso scriverai un post su come le mollette han vissuto il ritorno al mondo fuori dalla lavatrice?
    potrebbe essere ricco di spunti, soprattutto sui pro e i contro della vita in cattività, visto che il loro habitat naturale dovrebbe essere una cesta, piuttosto che un’apposita dimora adibita a lavanderia…. lava lava lava… sciacqua sciacqua sciacqua….

  3. Io addivenni alle mollette per calzini solo l’inverno scorso perchè le trovai in un negozio in Austria. Li per lì le ho pensato “anvedi sti austriaci, qualcosa di buono l’hanno inventato” (che io notoriamente li detesto e trovo siano delle vacche al pascolo più che degli uomini pensanti).
    Mi sono messa dunque d’impegno nell’appaiazione dei calzini con un certo beneficio per la loro sopravvivenza di coppia.
    Purtroppo queste mollettazze (e lì mi sono confermata che gli austriaci potevano rimanere all’ultimo gradino dove stavano prima che gli accordassi erroneamente il penultimo) hanno iniziato a romperesi e dei pezzetti si sono infilati nel filtro della lavatrice.
    Le bastarde mi sono costate 120€ di intervento tecnico (lascio stare il commento sarcastico del tizio).
    Anche se le tue sembrano decisamente più resistenti e meglio strutturate delle mie, ti consiglio di cuore di toglierle dalla lavatrice (ma poi perchè tenerle Lì???? non ti impicciano??)

    1. Eccezionale questo tuo commento graziotta.
      Mi dai la possibilità di pensare diverse cose:
      1) non sono la sola ad aver fatto un acquisto del genere
      2) l’attributo vacche da pascolo mi fa molto ridere
      3) forse so che regalo riciclarti per Natale
      4) i tecnici della lavatrice sono persone semplici da cui dovremmo imparare molto.

      1. Ti ringrazio.
        Sentire di poter condividere la propria grullità con un’amica stimata è un pò come non avere la “MastIcard”! 🙂
        A guardare bene però anche alla tua molletta manca una parte di angolo (in basso a sx nella foto). Ciò mi insospettisce. Soprattutto in virtù del riciclo natalizio!

          1. tsè! questo è solo un alibi che ti sei data per riciclare i regali, cara la mia bacchettona-fatatona!
            rimango aLibita! 🙂
            (però “l’erbavoglio..” è ottima per crescere su i bambini)

  4. Sono emozionato nel leggerti, non immaginavo di avere proprietà demiurgiche. Non ti manderò i miei calzini ma sicuramente ogni volta mi troverò ad appaiare una coppia di calzini la mia mente correrà a questo strano attrezzo rimasto per tanto tempo a ruotare in una centrifuga. Magia del mondo virtuale. Un abbraccio 🙂

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