Privilegi

Scritto due anni fa, limpido nei miei pensieri ora come allora

9 risposte a "Privilegi"

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  1. Il ricordo del ricordo è già diventato ricordo, la disseminatrice ora corre su gambe diverse. Il pezzo mi era già piaciuto molto due anni fa e mi piace ancora (ricorda un po’ La Capria). Ci sarebbero da fare un sacco di considerazioni sul tempo che passa e le generazioni che si avvicendano. Penso che nonostante il PIL cresca, il tuo racconto, al netto delle malinconie giovanili, dimostra ancora una volta che non è vero che le nuove generazioni sono più ricche delle precedenti, e quando parlo di ricchezza mi riferisco ai “privilegi” che racconti che le teorie economiche ancora non hanno imparato a misurare.

      1. Grazie e buona Estate a te (pensa che ad un genitore è dato di vivere due volte la bella estate della giovinezza, tra venti-trenta anni uno dei due tuoi pargoli potrebbe scrivere lo stesso post, con lo stesso titolo raccontando “queste” estati)..
        Ammetto di non aver capito a quale discorso ti riferisci, delucidami quando puoi. 🙂

        1. Ecco a te
          “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

          Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).

          Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

          Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

          Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.

          Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.

          Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani.”

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