Oh, noi andiamo…

Milano, interno giorno.

Ero al telefono. Ricevo un messaggio di una seconda telefonata.

Il marito.

Strano, avrei detto che fosse nell’altra stanza.

Continuo a parlare.

Secondo messaggio.

Il marito.

Sempre più strano, avrei detto che non potevamo uscire di casa.

Finisco la telefonata. Mi alzo. Vado in esplorazione.

Apro la porta dietro cui ci sarebbe dovuto essere il marito. Chiusa a chiave.

“Mi apri?”

“Non posso”

“Come mai?”

“Mi hanno chiuso dentro”

Vado da Giulio: “Giulio, qualcuno ha chiuso papà nella stanza dei disegni. Secondo te chi potrebbe averlo fatto?”

“L’ho fatto io, mamma. Papà doveva lavorare, almeno così si può concentrare”

“Ah, giusto. Però fai una cosa, vai ad aprirgli la porta, ti ricordi dov’è la chiave?”

“Certo. L’ha voluta Teresa, che ha promesso che non la perde”

“Magnifico”

Ripercorro il corridoio in senso opposto.

Ritrovo la porta, chiusa.

“Tu concentrati sulla presentazione. Prima o poi ci facciamo vivi noi…”

19 pensieri riguardo “Oh, noi andiamo…

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  1. non ci credo, secondo me i bambini sono vittime dei poteri forti (il marito) che all’inizio della prigionia si defilano per potersi sollazzare in tranquillità.
    APRITE GLI OCCHI (e anche le porte).

    #poterisfotti

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