Perchè a me succede così, di solito: posso trattenere la pipì anche per 45 minuti, senza fare una piega, ma quando varco la soglia dell'androne del mio palazzo, quel bisogno diventa final, come direbbero in Sud America: diventa definitivo. E qualche volta succede che, proprio in quell'esatto momento, scopro che il mio pacifico mazzo di chiavi... Continua a leggere →
Illenzuolirsi
I come Illenzuolirsi
Il dizionario illustrato dei grandi assenti
Da un po' sentivo un bisogno impellente a cui dover dare risposta (e non fate facili ironie, che vi conosco fin troppo bene...). Vi è mai capitato di pensare, quando favellate in allegria, che abbiamo una lingua maravigliosa atque elaborata? Bene, anche a me. E vi è mai capitato, poco dopo, di pensare chepperòcavolo, una... Continua a leggere →
Tra tutte
Tra tutte, è l'istintività con cui ti tocca la cosa che mi fa davvero capire che lei ti considera parte di sé.
Tra parentesi graffe
Se c'è uno-ed-un-solo periodo della mia vita che non smetto mai di benedire che sia finito, è il tempo delle medie. Sicuramente ci sarà qualcosa di antropologicamente argomentabile se questo periodo è orribile per buona parte dell'umanità: sarà probabilmente che si colloca proprio in una delle fasi di maggiore trasformazione della propria vita, fase di... Continua a leggere →
…mi chiami tu?
Ci sono delle cose che restano nella memoria, come gli imperativi tronchi in latino (dic, duc, fac, fer). E, tra queste, ricordo perfettamente una scena del film Scream, scena in cui una ragazza sta facendo i pop corn in una di queste case ammericane spaziali, tutta finestre, giardini, piscine e openspaces e riceve una telefonata... Continua a leggere →
Sulle pappe ed altri grigiori indistinti
Ultimamente la parte più creativa della mia giornata è preparare la pappa! Possibile che in giro, nel web, si trovino principalmente ricette di pappe che assomigliano più al brodagliume di Don Biffero, con tutti i pezzi di "potrebbero" che galleggiano dentro (vedi La Compagnia Dei Celestini), che a qualcosa di minimamente commestibile? Più esploro i siti... Continua a leggere →
Il post delle mezze misure
A volte mi dimentico quanto mi sono disabituata alle mezze misure. L'altro giorno mi sono persa a leggere un post della sciagurata GraziaBalle, che-dio-ve-ne-scampi, in cui raccontava in un modo divertentissimo l'homo evolutus ed il telefonus cellulare mancante (leggete qui) e ho pensato che ha letteralmente messo in prosa alcune cose a cui penso abbastanza... Continua a leggere →
Il tocco
Quando ho fatto il passo più lungo della gamba e ho preso il treno per Roma con uno zaino da backpacker, quel sabato mattina di inizio estate 2006, avevo idea che sarebbero cambiate molte cose, certo, ma non pensavo che avrebbero vacillato anche le basi. Spostarsi di 200 km mi restituì a quel tempo la stessa... Continua a leggere →
Le Smart e i parcheggi a pettine
La prima volta che vidi in circolazione una Smart fu con una ragazza israeliana che mi era venuta a trovare da Tel Aviv e che mi chiese se in Italia era normale che girassero per strada "something like half a car". La seconda volta che vidi in circolazione una Smart fu in macchina con Davide,... Continua a leggere →
L’ex ragazzo di mia sorella
Le cose sono due: o questa scritta su una casetta della Villa Comunale di Napoli l'ha scritta l'ex ragazzo di mia sorella oppure deve averla scritta un genio. Ero pazza dell'ex ragazzo di mia sorella. Lasciate stare che ora per privacy all'ennesima potenza resterò sul generico, ma vi assicuro che se nella vita c'è una... Continua a leggere →
Fibrillazione
Quante volte ho maledetto le caotiche strade romane, con mercatini alimentari semi-stabili che sottraggono gli ultimi sprazzi di vivibilità che alcuni quartieri potrebbero avere. Volete sapere davvero quante volte? Bè, un sacco di volte, ma certo che se volete sapere proprio il numero esatto, quello non lo so. E a causa di questa nostra innata... Continua a leggere →