Nell'incipit del libro "Notre Dame de Paris", Victor Hugo racconta di aver partorito il romanzo dopo aver letto un'iscrizione quasi illegibile in greco antico all'interno di una delle torri della Cattedrale. La parola era "ANANKE", che significa "destino", ma si tratta di un destino avverso, perchè sigifica anche "necessità". E così, immaginando chi mai... Continua a leggere →
Ho perso le parole…
Per una disorganizzata come me, che ha sempre vissuto tra le nuvole, più aumentano le cose da fare, da pianificare, da analizzare, da far quadrare, più spariscono le parole. E' un'equazione matematica, da un lato aggiungo e da un lato tolgo, niente di più semplice. Fittissima giornata di lavoro con annessa valutazione sull'eventuale chiusura della... Continua a leggere →
Si sta così…
Perchè quando uno attraversa un momento di passaggio, quando uno attraversa un'area di grigio in cui non-è-più, ma non-è-già e vorrebbe farci qualcosa, magari, ma le cose non dipendono dai lui, allora può tanto starsene buonino buonino ed aspettare che la situazione si definisca, oppure può fare come me. Io me ne sto lì, ferma... Continua a leggere →
Lo squalo senza amici
Mi duole dirlo, ma non avrei mai pensato che sarebbe arrivato il giorno in cui avrei dato ragione a Luca. Dal momento in cui l'ho conosciuto, il primo giorno dell'ultimo anno del liceo, mi ha sempre fatto delle cattiverie inenarrabili e quelle di cui non fu attore (quelle a cui si aggrappa quando lo accuso)... Continua a leggere →
Le future mamme e l’anatema dei 5 “Vedrai”
Quando sei una futura-mamma-primipara emani delle vibrazioni che vengono captate da alcuni agenti dormienti delle forze oscure che sono stati formati in chissà quale terra paludosa e umida e che hanno come principale scopo di vita trovare il modo di farsi due chiacchiere con te. Di te, naturalmente, l'agente se ne importa molto poco, se... Continua a leggere →
Io mi fido sempre.
La qualità dell'etichetta non è direttamente proporzionale al prezzo che porta scritto. Ci sono etichette buone ed etichette cattive ed io, ogni volta che ne ho una tra le mani, mi fido sempre. E sbaglio.
Le chiavi e quella loro virtù
Perchè a me succede così, di solito: posso trattenere la pipì anche per 45 minuti, senza fare una piega, ma quando varco la soglia dell'androne del mio palazzo, quel bisogno diventa final, come direbbero in Sud America: diventa definitivo. E qualche volta succede che, proprio in quell'esatto momento, scopro che il mio pacifico mazzo di chiavi... Continua a leggere →
Illenzuolirsi
I come Illenzuolirsi
Il dizionario illustrato dei grandi assenti
Da un po' sentivo un bisogno impellente a cui dover dare risposta (e non fate facili ironie, che vi conosco fin troppo bene...). Vi è mai capitato di pensare, quando favellate in allegria, che abbiamo una lingua maravigliosa atque elaborata? Bene, anche a me. E vi è mai capitato, poco dopo, di pensare chepperòcavolo, una... Continua a leggere →
Tra tutte
Tra tutte, è l'istintività con cui ti tocca la cosa che mi fa davvero capire che lei ti considera parte di sé.
Tra parentesi graffe
Se c'è uno-ed-un-solo periodo della mia vita che non smetto mai di benedire che sia finito, è il tempo delle medie. Sicuramente ci sarà qualcosa di antropologicamente argomentabile se questo periodo è orribile per buona parte dell'umanità: sarà probabilmente che si colloca proprio in una delle fasi di maggiore trasformazione della propria vita, fase di... Continua a leggere →