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Poi uno dice che non ci sono regali che stupiscono.

Per il mio compleanno (to be) dopo avermi regalato lo stesso identico libro più volte, le magliette con le cape di morto e molte altre amenità tra cui un pezzo di foresta amazzonica, un mia amica ha deciso che gli alberi avevano avuto la loro parte e quindi mi ha regalato un abbonamento (cartaceo) nientepopòdimeno che a Vanity Fair.

Era l’ultima cosa che mi aspettavo, ma sono stata felice come una bambina, cioè come una bambina felice naturalmente.

Solo che tutte le medaglie hanno un loro rovescio e la cosa che temo è che molto presto qualcuno che spesso si aggira per casa mia, che ha addirittura storto il naso vedendo il primo numero (bofonchiando “Mah…“), mi usurpi tutti i diritti sul giornale, sul gossip, sul trucco, sulla moda, su tutto.

E lo temo a ragion veduta, in quanto l’altra sera nel dormiveglia, esattamente in quel momento delicatissimo in cui le braccia di Morfeo ti adagiano leggermente e senza farti svegliare sul materasso, gonfiandoti il cuscino e sistemandoti il lenzuolo, ecco nel dormiveglia giurerei di aver sentito la voce di quel qualcuno esclamare: “Noooo, Natalie Portman si è sposataaaaa!!! E chi è il fortunato?”.

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