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Siete di quelli che sanno perfettamente cosa poter cogliere e cosa no quando siete in un bosco? Siete di quelli che strofinano un frutto raccolto per terra sulla manica della camicia e poi lo mordono?
Bè, io purtroppo no e non sapete quanto mi piacerebbe invece.

Tra l’altro vivo di “indistinzione” totale se decidiamo di parlare di bacche: qualsiasi cosa potrebbe essere qualsiasi cosa e neppure mi applico, tanto riconosco solo i ribes.

Tornavo dal mare di Torre Astura un pomeriggio di settembre quando tra le foglie ho visto questa macchia di colore. Vi giuro che se non fossi già stata nel mezzo del tunnel del lava-tutto-con-amuchina le avrei provate!

Due ragazzini non lontano da me avevano detto alla mamma che questi frutti erano buoni, ma un po’ aspri. La mamma si è talmente arrabbiata per il fatto che si erano esposti ad un rischio avendoli provati, che ha iniziato a picchiare entrambi i figli con la borsa da mare, di quelle fatte con la corda dura. Quando allora loro le hanno confessato che era uno scherzo per prenderla in giro e che in realtà non le avevano provato proprio nulla, la mamma (per punirli del proprio spavento) ha continuato a prenderli a borsettate. Sapeste quanto era inferocita…

Non è una storia edificante, lo so benissimo, ma mi è tornata in mente stamattina vedendo la nuova marmellata che usa il coinquilino a colazione.
E sempre stamattina pensavo: se in futuro capirò come riconoscere i vari frutti di bosco potrei godermela di più; però comunque, per non saper né leggere né scrivere, dovrei iniziare a comprarmi una borsa da mare in corda dura.

Naturale che ultimamente mi stanco in men che non si dica: guardate quante riflessioni profonde senza avere neppure più l’ausilio del caffè.

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