loro la mia

“Loro: la mia”. Il pensiero di un ladro messo rosso-su-bianco. O almeno così mi pare…

La sensazione è la stessa di quando ti lascia un fidanzato: prima credi di non aver capito bene e poi, quando inizi a capire un po’ meglio, pensi che basterà un attimo e lui deciderà di ritornare da te, che la sua è una sbandata, solo una sbandata temporanea.

Ieri, maledizione delle maledizioni, ci hanno rubato la nostra unica macchina proprio sotto casa. Ma come? Ma perchè? Oserei dire che era un po’ una schifezza: i ladri di oggi non hanno più buon gusto.

E così non appena l’ho saputo mi è scattata immeditamente la sindrome da fidanzata-appena-scaricata.

Prima ho pensato che fosse impossibile, poi ho pensato che fosse ingiusto, poi ho pensato che dalla nostra macchina non me lo sarei mai aspettato.

Infine ho iniziato a convincermi che tornerà da noi. Ho ripetuto al marito in continuazione “Ma guarda che la ritroveranno”, “Vedrai, l’avranno abbandonata 1 km più in là”,”Tieni il telefono sempre vicino, così quando ci chiama la polizia che l’ha trovata andiamo subito…” ed altre cose più o meno di questo tipo.

Povera me, in fin dei conti so bene che è molto poco probabile.Ho passato la notte a rigirarmi continuamente nel letto, sogni terribili ed agitatissimi, questa cosa del furto della macchina proprio mi sembra una violenza. Però credo di star facendo un ottimo lavoro di elaborazione del lutto e ora posso dire la ragione ha finalmente preso il sopravvento sull’emotività e che ho finalmente abbandonato l’idea che quella macchinaccia tornerà da noi.

O almeno così credo. Perchè quando il marito prima mi diceva che sta organizzando degli appuntamenti per vedere delle macchine usate, zitta zitta dentro di me mi sono ritrovata a pensare: “Vabbè…, ma che ce ne faremo poi con due macchine voglio vedere…”

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