Tag

, , , , , ,

torno subito

 

L’unica cosa che mi consola è che non sono la sola a versare in queste acque.

Il 14 settembre sarà il compleanno del marito e io di solito, sotto data, sono nervosa come una liceale davanti alla commissione dell’esame di maturità. Anzi no, sono nervosa dippiù.

Già dalla sera stessa del 14 settembre, dopo la disfatta del regalo che il marito ha scartato, infatti, iniziano ad affiorare nella mia mente nuove idee di regalo per il compleanno successivo, idee che poi passo minuziosamente al vaglio durante i 364 giorni che mi separano dall’evento e che però, più si avvicina il momento, più mi sembra che non tengano: troppo deboli, troppo banali, troppo no. Posso fare di meglio, anzi devo.

Il punto è che tanto lo so che non ci prendo. Non ci ho mai preso in tutti questi anni di convivenza, non vedo perchè dovrei sperare di prenderci proprio quest’anno… E vi dirò di più: non ci ha mai preso nessuno, quindi perchè mi preoccupo? Bè, mi preoccupo perchè quest’anno parliamo dei 40 anni, ecco… insomma sbagliare anche questa volta sarebbe il colmo.

Amici, parenti e gente di varia natura mi contatta con diversi gradi di disperazione già a partire dalla fine di agosto, chiedendomi una chiave di interpretazione del marito: “Ma che volete da me, ho già i guai miei” vorrei rispondere, e invece mi sembra brutto e quindi cedo quelle poche idee solide che avevo per me ad altri e mi invischio sempre di più nelle sabbie mobili del temutissimo “regalo-per-Dario”.

E poi ecco che, proprio quando ero sul punto di trovare una sintesi ai miei pensieri e di aggrapparmi fermamente ad un’idea di un regalo, il marito mi dice a mezza bocca l’altra sera: “In tutti questi anni non hai ancora capito come si fanno i regali: tu non mi devi comprare quello che desidero io, ma quello che tu pensi che io dovrei avere”.

Eccallà, è la fine. Scusate, torno subito.

Annunci