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sai una cosa

Se pensassi di scrivere un post per tutte le cose che faccio io e che rischiano di portare il marito verso una crisi di nervi, allora dovrei aprire un altro blog perchè questo non riuscirebbe a contenerle tutte…

Ma se mi volessi azzardare a dire quella che, tra tutte, lo irrita di più penso che potrei farlo, perchè ce n’è una per la quale perde proprio le staffe, alza la voce, sbuffa, se ne va dalla stanza e poi non mi parla per qualche tempo (variabile a seconda dell’intensità dei toni raggiunti).

Lo volete sapere di cosa sto parlando?

Ecco, parlo del fatto che io, prima di raccontargli una qualsiasi cosa, ho bisogno di ricamarci un po’ su creando quello che per me è un minimo di suspance; ho bisogno di dirgli le fatidiche parole: “La sai una cosa?

E mentre nel mio immagiario lui si dovrebbe distogliere da quello che sta facendo dicendomi: “Sentiamo…”, nella realtà accade che inizia scaldarsi. Inizia prima col dirmi: “Eh no, se la sapevo una cosa non me la dicevi… o sbaglio?” poi mentre parla ci pensa su e si rende conto che io gli dico s-e-m-p-r-e così e allora mi dice: “Ma ti rendi conto che mi dici s-e-m-p-r-e così…” e allora io controbatto e gli spiego che mi piace creare quel momento di attenzione e lui mi spiega che non ce n’è bisogno e allora io… e allora lui… e allora… e…

Insomma questa storia dura per tanto di quel tempo che quando poi gli animi si sono calmati e il marito mi dice: “Bè, cos’era questa cosa che dovevo sapere?” io nei casi migliori non me lo ricordo più.

Nei casi peggiori, invece, me lo ricordo ancora. E spesso gli devo dire cose come: “…eh niente, volevo dirti che sta finendo il latte”

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