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ottimo paretiano

Dicesi ottimo paretiano, e lo ricordo più per me che per voi, la situazione in cui “l’allocazione delle risorse è tale che non è possibile apportare miglioramenti paretiani al sistema, cioè non si può migliorare la condizione di un soggetto senza peggiorare la condizione di un altro“.

Ecco: in casa da un anno e mezzo a questa parte ne siamo la dimostrazione vivente.

La piccola dissennatrice, nonostante la natura le abbia dato in sorte il fratello meno femmineo e delicato delle terre emerse, non si è mai arresa a costruirsi una sorella quasi perfetta.

E lui, nonostante vada in giro abbellito di monili di ogni genere, spesso con magliettine discutibili e con fiorellini tra i capelli, non ha mai rinunciato alla propria prorompente e mascolina spavalderia.

E così capita che in spiaggia, quello che va a sparpagliare un gruppetto di tredicenni, con una manata al centrocampista per prendere il suo posto, è un bambino di ottanta centimetri, oscenamente abbigliato di un vezzoso cappellino di Hello Kitty e di scarpette da scoglio rosa shocking.

I tredicenni si guardavano l’un l’altro increduli: ma come, ha sprecato la palla dell’ultima partita del torneo? Proprio uno con un cappello così?

Ma io oramai mi sono fatta una certa esperienza e conosco la sua strategia: è esattamente sull’effetto sorpresa che lui fa affidamento, prima di sferrare l’attacco.

Così, quando ho raccontato a Bianca che nella mia pancia avevo una sorellina lei si è portata le mani sul cuore, ha inclinato la testolina e mi ha detto:

“Brava mamma! Bravissima!!! Grazie: io ho sempre voluto una fratella”.

Ed io le avrei voluto rispondere: lo so Bianca, qualcosa me lo diceva. Però capiamo come dirlo a Giulio che non sarà più lui la tua fratella, perchè si dovrà pur inventare qualcos’altro!!!

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