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grandineTemporale pomeridiano dopo una giornate di sole.

Bambini galvanizzati come se fossero delle mangrovie all’arrivo dell’alta marea. Si corre sul balcone, ci si inzuppa d’acqua più che si può.

Ma poi ad un certo punto inizia a grandinare: la grandine, per fortuna, li terrorizza.

– Mamma, ma è vero che c’era la grandine quando arriva il lupo nel recinto dove c’era Lamberto (Leone Inesperto) per mangiarsi tutte le pecore?

– Mah, sai che non lo so, Bianca.

– Ma se me lo hai detto tu?

– Ah, giusto, certo che c’era la grandine!

– Ogni volta che c’è la grandine succedono delle cose molto paurose, vero?

– Si, in effetti, spesso con la grandine succedono cose paurose.

– Mamma, io penso che il vero problema di Lamberto, però, è che non aveva l’istinto della pecora.

Ma tu guarda che scimmiottatrice di umanidi adulti questa cinquenne.

– E sentiamo Bianca, che cosa vuol dire …istinto?

– Istinto è come dire anima, mamma. Ma non lo sai?

E con il naso svolazzante all’insù lascia la stanza diretta altrove.

Rimango accovacciata in leggera penombra, ancora soppesando quella conversazione, e piano piano inizio a percepire quel leggero senso di fastidio di quando si avverte nitidamente il peso di uno sguardo appiccicato addosso. Mi giro.

Giulio, silenziosamente seduto sulla sua sediolina. – Mamma?

– Dimmi.

– Che buol dire “anima“? Pecchè io ancora no so.

– …lo sa papà.