Il disegno di Cate

Qualche tempo fa mi hai detto che, per te, la morte era come un disegno.

Parti da un foglio bianco che pensi di non riuscire a riempire mai.

E poi cominci a tratteggiare gli elementi principali del tuo disegno, finché poi non passi ai particolari.

E in effetti, mi dicevi, sei il primo a meravigliarti di quante cose avevi da disegnare, su quel foglio.

Poi si arriva al colore: inizi a stendere le tinte piene ed alla fine ti concentri sulle sfumature.

E – aggiungevi – arriva un momento in cui, che tu voglia o no, il disegno è finito.

E anche se ti incaponisci a cercare quell’ultimo dettaglio da migliorare, sarà comunque poca cosa: il disegno è finito.

E finalmente lo puoi soppesare per bene con lo sguardo.

Puoi ammirare quello che sei stato capace di creare.

E infine – concludevi – lo puoi riporre con cura, perché non si rovini.

Bè, in questi ultimi mesi hai arricchito il tuo disegno con dei particolari così belli da togliere il fiato.

Ma mi sa che non lo riporremo il tuo disegno, Cate.

Lo stiamo facendo incorniciare.

13 risposte a "Il disegno di Cate"

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