Fili

Guidavo lenta lungo una discesa ripidissima. Era notte. C’era buio pesto e la luna quasi piena.

“Mamma, ma la luna è pesante?”

Quando si intavola il tema “la vita, l’universo e tutto quanto” tremo sempre un po’.

Ma questa ero certa di saperla: “Direi proprio di sì, Teresa… è molto pesante.”

“Ma allora se il cielo non ha il pavimento, come fa la luna a non cadere?”

Panico.

Se soltanto in quel momento mi avesse tagliato la strada un gatto, avrei potuto fare un’inchiodata di quelle che poi, dopo, avremmo parlato solo di quanto c’eravamo spaventati.

Ma vatti a fidare dei gatti, una volta che conti su di loro…

“Eh, bè, la luna vorrebbe un po’ cadere, ma noi da qui la teniamo su…”

“E come, mamma?”

“Teresa, ma me lo hai già detto che regalo vorresti adesso che fai 4 anni?”

“Si, te l’ho già detto: un Chupachuppa. E come facciamo, mamma?”

“Come facciamo cosa?”

“A non far cadere la luna?”

“Ah, ma parli della luna?”

“Si”

Deglutisco.

Mani solide sul volante, dita che stringono nervosamente la presa.

“Bè, allora diciamo che terra e la luna stanno facendo un viaggio insieme da molto tempo. E, fin da quando hanno iniziato a fare questo viaggio, si sono sistemate nel modo più comodo per loro. Non troppo vicine e non troppo lontane, ma in modo che si possono guardare bene. E continuano a viaggiare così.”

“E noi come facciamo, mamma?”

“Come facciamo cosa?”

“A non farla cadere?”

“Eh, perché quando alla luna ogni tanto viene in mente di andarsene, allora noi la tiriamo piano piano verso di noi e così rimane sempre al suo posto”.

“E come lo facciamo?”

“Lo facciamo con una cosa che si chiama forza…”

“E come lo facciamo?”

Inizio ad avvertire un leggero tremore alla palpebra sinistra.

“Ah, ma tu vuoi proprio sapere come?”

“Si”

“Ahhhhh, non avevo capito. Hai presente gli aquiloni, Teresa?”

“Si”

“Ecco, la luna è il nostro aquilone. Ci sono dei lunghissimi fili che partono dalla terra e arrivano alla luna e così la luna non può cadere mai.”

“Ah.”

Tutt’attorno neppure una lucina.

In macchina nuovamente silenzio. Lo noto con un grande sollievo.

Anzi, inizio a pensare che forse, considerando l’ora, si potrebbero star addormentando. In questo caso, speriamo che non debba fare un’inchiodata perché passa un gatto, mi dico.

La discesa continuava lunga e ripida e i cartelli da seguire erano sempre più consumati dalla salsedine: ci stavamo avvicinando al mare.

Metto la freccia. Inutile dire che eravamo l’unica auto, ma in verità io amo visceralmente le frecce.

“Mamma…”

Avverto un tono un po’ severo nella voce di Bianca…

“Dimmi.”

“… e dov’è che sarebbero questi lunghissimi fili?”

28 risposte a "Fili"

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  1. Leggo e non posso non andare con la mente a quella scena cult del cinema italiano, quando Attila-Abatantuono si trova di fronte a Silone e alla domanda “quanto è grande la luna” risponde “Scifooone… Quanto è grande… Tu la sai, io lo so, che bisogno c’è di diccelo?!?”. Se non l’hai visto, guardalo. Ma non puoi non averlo visto.

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