Nell'incipit del libro "Notre Dame de Paris", Victor Hugo racconta di aver partorito il romanzo dopo aver letto un'iscrizione quasi illegibile in greco antico all'interno di una delle torri della Cattedrale. La parola era "ANANKE", che significa "destino", ma si tratta di un destino avverso, perchè sigifica anche "necessità". E così, immaginando chi mai... Continua a leggere →
Si sta così…
Perchè quando uno attraversa un momento di passaggio, quando uno attraversa un'area di grigio in cui non-è-più, ma non-è-già e vorrebbe farci qualcosa, magari, ma le cose non dipendono dai lui, allora può tanto starsene buonino buonino ed aspettare che la situazione si definisca, oppure può fare come me. Io me ne sto lì, ferma... Continua a leggere →
…mi chiami tu?
Ci sono delle cose che restano nella memoria, come gli imperativi tronchi in latino (dic, duc, fac, fer). E, tra queste, ricordo perfettamente una scena del film Scream, scena in cui una ragazza sta facendo i pop corn in una di queste case ammericane spaziali, tutta finestre, giardini, piscine e openspaces e riceve una telefonata... Continua a leggere →
Sulle pappe ed altri grigiori indistinti
Ultimamente la parte più creativa della mia giornata è preparare la pappa! Possibile che in giro, nel web, si trovino principalmente ricette di pappe che assomigliano più al brodagliume di Don Biffero, con tutti i pezzi di "potrebbero" che galleggiano dentro (vedi La Compagnia Dei Celestini), che a qualcosa di minimamente commestibile? Più esploro i siti... Continua a leggere →
Il tocco
Quando ho fatto il passo più lungo della gamba e ho preso il treno per Roma con uno zaino da backpacker, quel sabato mattina di inizio estate 2006, avevo idea che sarebbero cambiate molte cose, certo, ma non pensavo che avrebbero vacillato anche le basi. Spostarsi di 200 km mi restituì a quel tempo la stessa... Continua a leggere →
Le Smart e i parcheggi a pettine
La prima volta che vidi in circolazione una Smart fu con una ragazza israeliana che mi era venuta a trovare da Tel Aviv e che mi chiese se in Italia era normale che girassero per strada "something like half a car". La seconda volta che vidi in circolazione una Smart fu in macchina con Davide,... Continua a leggere →
Fibrillazione
Quante volte ho maledetto le caotiche strade romane, con mercatini alimentari semi-stabili che sottraggono gli ultimi sprazzi di vivibilità che alcuni quartieri potrebbero avere. Volete sapere davvero quante volte? Bè, un sacco di volte, ma certo che se volete sapere proprio il numero esatto, quello non lo so. E a causa di questa nostra innata... Continua a leggere →
Quando scappa scappa
Quando hai il marito che gira per casa, è tutto un attimo. E' tutta una questione di approccio mentale, i nostri occhi guardano le stesse cose all'interno delle mura domestiche, ricevono gli stessi input in entrata, diciamo, ma gli output non potrebbero essere più diversi. Io armonizzo, curo, sistemo. Lui ottimizza, migliora, cambia. Poi capisco... Continua a leggere →
La potenza della natura
Da quando siamo nella nuova casa, la piccola dissennatrice ha una stanza tutta per sé. E' una stanza enorme, lapòzzino, più grande della stanza che abbiamo tenuto per noi, ma ci piaceva così. Non bisogna arrivare a parlare degli uragani, della forza dell'acqua che precipita dalle cascate Vittoria, della fittissima giungla rigogliosa: che la natura sia... Continua a leggere →
Deduzioni
Ieri pomeriggio ho mangiato nell'ordine: un kiwi, un pezzo di cioccolata amara, un pacchetto di patatine ed un mandarino. Secondo voi sarò un tantinello nervosa o è solo un'impressione?
Acqua cheta
Andò più o meno così: era verso la fine dell'ultimo anno di liceo, anche l'unico che potrei raccontare di quella classe, perchè prima studiavo altrove. Uno dei nostri compagni, un ragazzo tranquillo, senza infamie e senza lodi, chiese il permesso di andare in bagno, il permesso fu accordato ed il Signor L. uscì. Quanto tempo... Continua a leggere →
Le scarpe di un Supereroe moderno
No, perchè io non posso immaginarmi che questa scena: una signora di mezz'età, anonima, capelli con tintura che si sta scolorendo, sacchetti della spesa di quelli che che segano le falangette, una delle due calze coprenti color carne che le è leggermente scesa a tre quarti del polpaccio, che ad un certo punto percependo una... Continua a leggere →