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aguzza la vista

Quando hai il marito che gira per casa, è tutto un attimo.

E’ tutta una questione di approccio mentale, i nostri occhi guardano le stesse cose all’interno delle mura domestiche, ricevono gli stessi input in entrata, diciamo, ma gli output non potrebbero essere più diversi.

Io armonizzo, curo, sistemo. Lui ottimizza, migliora, cambia.

Poi capisco perchè anche le coppie più solide entrano in crisi quando il marito va in pensione e, da un momento all’altro, inizia a passare più tempo a casa. Per un motivo o per un altro, in questi giorni il marito è a casa. Il suo camminare piano non è ciondolare, come potrebbe sembrare all’occhio più inesperto, ma è ponderare: vede mezzanini dove non ce ne sono, vuole mettere mensole là, cambiare maniglie qua, smussare spigoli e modificare i colori delle pareti (ma non li abbiamo appena decisi?), cose così insomma.

Di fronte ad una parete bianca, lui vede una miniera di opportunità; di fronte ad una parete bianca, io vedo un quadro messo fuori centro ed un vaso da muro con un rametto di lavanda secco.

Dettocciò-ciòddetto, questa volta è stata colpa mia, avevo tutti gli elementi per capirlo: da qualche giorno il marito passava troppo tempo in cucina. Ciondolava e ponderava più del solito. Lo do-ve-vo capire, mi sono fatta piovere addosso. A metà mattina, dopo che il marito è uscito, io sono andata per riempirmi la tazza per il the e l’ho scoperto così, tutto insieme: il rubinetto (che avevo scelto io) non c’era più. Non si stavano simpatici, si spruzzavano sempre l’acqua.

Se c’è una cosa buona in questa storia (e non parlo per il rubinetto), è che si impara dall’esperienza e una sparizione così improvvisa non mi coglierà più impreparata: non appena dovessi vedere che il marito ciondola e pondera più del necessario in bagno, mi allarmerò per tempo, considerando che quello che ho scelto io sono …i pezzi igienici.

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