Lo sapevo che sarebbe successo ed è successo. E poi le chiamano profezie che si autoavverano, ma d’altra parte io lo sapevo che sarebbe successo, non la chiamerei “profezia”, ma “consapevolezza”.
Sono caduta (dalla palla) mentre facevo un’intervista.
Sì, cioè, un colloquio. Lo so che può succedere, ovvio che sei seduto su una palla e se ti vuoi avvicinare alla scrivania la prima cosa che ti viene da fare, quella più spontanea, è tirare avanti la “seduta” proprio come avresti fatto con una sedia normale, ma naturalmente non puoi, perché quella è una palla, solo che tu in quel preciso momento te lo sei dimenticato perchè razionalmente non puoi pensare che sei al lavoro e per sederti ti hanno dato una palla e non una sedia (altro che sedie ergonomiche, vero Simone?). E quindi avviene che cadi.
Dato che non è che sei solo scivolata, ma sei proprio “carponi per terra”, a quel punto ti rialzi, guardi il candidato, gli dici “sorry, actually I could explain… actually I am not used to…”, vorresti spiegargli, ma poi la smetti, è già sufficientemente penoso e quindi riavvicini la palla al tavolo, guardi il suo curriculum e gli chiedi di riprendere da dove ha interrotto. Per cortesia, certo.
Se il mondo del lavoro va come mi sembra che vada (qui a Berlino intendo), questo candidato non accetterà mai di lavorare per noi.
è il metodo “feel at home”.
il candidato deve immaginare il suo intervistatore seduto sulla tazza del cesso per sentirsi più tranquillo?
ebbene, perchè non vederlo anche carponarsi da una palla?
…ricordati che quelli marciavano con il passo dell’oca davanti all’omino coi baffi…
naffinghettol
ciao maurina
Oooo… Angarhouse… la prossima volta scrivo un post sullo “schippa”. Promesso.
io avrei accettato alla grande. Tutti prima o poi si cade (anche dalle palle…) l’importante è rialzarsi… magari con stile.
Simo ma tu non fai testo. Su questo e su altro sei “oltre”
deduco che la persona in oggetto non ha accettato?
La deduzione è corretta.
azz… 😦
E’una palla, vero?
Decisamente sì!