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La scena è sempre la stessa: leggiamo un annuncio di un appartamento che ci piace. Chiamiamo l’agenzia immobiliare (grr) e chiediamo un appuntamento. Ci confermiamo con duecento telefonate, ci presentiamo all’indirizzo nell’orario previsto e incontriamo l’agente immobiliare (grr) che ci inizia già a descrivere, mentre cammina, l’appartamento in modo del tutto personale. E particolarmente fantasioso (col senno di poi, ovviamente).

E mi fa ridere che per ben quattro volte ultimamente, dopo aver camminato&camminato nel comprensorio, mentre ascoltavamo la descrizione di un appartamento apparentemente “inedito” per noi e dopo aver girato randagiamente intorno ai palazzi seguendo l’agente (grr), andiamo a finire sempre davanti allo stesso portoncino ed è lì e solo lì che ci rendiamo conto che in realtà l’appartamento lo conosciamo già. E lo avevamo trovato orribile fin dal primo momento.

La creatività degli agenti immobiliari (grr) è spiccata, quindi al cambiare dell’agenzia che pubblicizza l’appartamento gli “85mq commerciali” in un annuncio diventano “70mq calpestabili” in un altro e poi “più di 80mq” in un terzo; il “terzo piano” diventa “secondo piano alto” e lo “spazioso vano cucina”, il “soggiorno all’americana” e la “stanza da pranzo con diretto accesso alla cucina” in realtà sono esattamente la stessa cosa.

Ovviamente anche i prezzi sono diversi gli uni dagli altri, e anche di parecchio, ma questo è scontato perchè se uno è un fuoriclasse in creatività mica si può omologare per una bazzecola…?

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