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Oggi ho fatto un corso di cucina sulla pasticceria che mi ha regalato un’amica.

Ne avevo fatti altri, quasi tutti una delusione, ma questo è stato carino e mi ha tenuto attenta dalle 9.30 alle 16.30 (con un calo di attenzione attorno all’ora di pranzo, inutile mentirvi).

Il corso era sulle tecniche base della pasticceria, ma come spesso succede, la discussione è volata altrove, toccando e lasciando tanti argomenti, anche i più disparati.

Ecco di seguito le 10 cose che mi hanno più stupito, ma che per voi, prodi lettori, probabilmente saranno scontante:

  1. Per fare una crostata alla nutella sarebbe il caso di usare metà nutella e metà panna liquida, in modo che il cioccolato non si indurisca troppo e non diventi opaco.
  2. Nel montare la panna è meglio avere in frigo anche il contenitore in cui si monterà e le fruste stesse.
  3. La pasta frolla si può fare col mixer (pensavo solo con le fruste, quelle a “serpentello”, per usare un linguaggio tecnico). Qualora non si aggregasse, è possibile usare un po’ di albume o due cucchiai di acqua per lavorarla e farla amalgamare.
  4. Se la ricetta dice burro e invece vogliamo mettere olio, basta togliere 20gr dalle dosi previste et voilà.
  5. Mi serve un setaccio fatto per bene, non posso continuare a ri-cicciare un passino per tutti gli usi, anche per quelli impropri.
  6. Per avere una crema pasticciera lucida e più soffice, quando è pronta va frustata con un po’ di burro (per 4 tuorli 30 gr di burro) per un attimo.
  7. Pasta frolla, pasta sablè e pasta brisè sono cugine strettissime, quasi incestuose.
  8. Usare a tutti i costi una spatola di legno e non quelle tecniche per dolci può creare problemi di grumi nell’impasto e soprattutto rischia di lasciare imprigionati molti aromi nel legno, sottraendoli al sapore.
  9. Per le uova scegliere quelle allevate a terra è una becera fesseria, l’unico modo di salvarsi l’anima è scegliere quelle biologice (codice 0).
  10. Ho sbagliato tutto nella vita. Era quello di cuoca il lavoro che mi sarebbe piaciuto fare.

Detto questo, posso supporre che i dolci preparati fossero buoni, ma non potrei giurarlo. Purtroppo le mie ultime analisi di sangue non mi consentono più di mangiare quasi i tre quarti degli alimenti prodotti sulle terre emerse dopo la glaciazione. Si salvano i pesci e la soia. Dunque “guardare, ma non toccare”, un po’ come dice quella delle Pink Lady in Grease a Danny, parlando di Sandy.

Tutto questo, però, per dirvi che quando l’altro giorno ho aperto il frigorifero e ho trovato che il marito, suasponte & bontassua, mi ha comprato una confezione di 250gr di tofu biologico, ci sono rimasta quasi di sasso.

Sapendo benissimo che lui non accetta in casa il parmigiano se non è della giusta “stagionatura”, posso bene immaginare lo sforzo che avrà compiuto nel prendere la confezione dal banco frigo e metterla nel suo carrello.

E se solo l’amore si misurasse in tofu…

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