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Già vivere in un’area soggetta ai tornado deve essere difficile, figuratevi quanto è complicato averlo proprio dentro casa, il tornado dico. Me lo sentivo che a furia di far cambiare l’aria avevo lasciato la finestra troppo aperta… e lui è entrato, sapete, con i tornado è un attimo.

Quindi, vi dicevo, ora è dentro casa e siamo io e lui. E ci guardiamo sottecchi e in cagnesco. E prendiamo reciprocamente le misure, ci studiamo. Poi ci scontriamo. E lui puntualmente vince.
Bibi ovviamente parteggia per lui, neanche a dirlo, e lo aiuta come può. Tranquilli, me lo ricorderò…

In queste settimane vita è scorsa velocissima ed allo stesso modo molto lenta.
Come ripete incredulo il marito: chi si ricordava che tra le 3 e le 7 di mattina c’erano tutte quelle ore che dovevano passare! E lui è uno che delle notti se ne intende o almeno se ne intendeva diciamo, per molti è ancora un’autorità in materia, quindi se lo dice lui c’è da fidarsi.

E le emozioni che mi passano per la testa non riesco neppure a contarle.
Guardare questa piccola meraviglia e riconoscerci il viso di mio marito mi lascia sempre senza parole, poi ogni tanto riconosco anche qualcosa di mio e allora le mie speranze si ravvivano: forse non è tutto perduto, forse questa bambina si può ancora salvare, ma è ancora presto per cantare vittoria, dobbiamo aspettare.

E nei momenti in cui Ella dorme, altro che dormire anche io (ma chi ce la fa?) il mio iperattivismo mi spinge a voler fare centinaia di cose, ma con una smania tale che ne comincio 4 tutte insieme e poi ovviamente le lascio rigorosamente tutte a metà perché poi lei si sveglia e i giochi sono fatti.
E io mi dico: Ah no, eh! Ora che si sveglia io non me la filerò per niente, che c’ho scritto Gioconda sulla fronte, io? Poi però non appena la guardo mi aggancia con quegli occhi magnetici e sono definitivamente perduta.

Dunque la mia vita attuale si divide in darle da mangiare e attendere di doverle nuovamente dare da mangiare. Il marito mi faceva notare ferocemente che lei guardandomi (per quel che vede) non vede la “mamma”, ma semplicemente “cibo”, come se fossi un grande pacchetto di Fonzies che cammina.

E sarà, cara la mia Bibi, sarà… ma sei donna, quindi ti ricordo che la nostra vita è fatta di immense contraddizioni e se ora passi buona parte del tuo tempo ad ingozzarti come un’oca da fois gras, tra qualche anno ti dannerai a mangiare jocca e crudites, cercando disperatamente di dimagrire.

E per ringraziarti di parteggiare così platealmente per il tornado, quando tra qualche anno guarderai la bilancia disperata, io sarò lì a ripetertelo che alla linea uno deve pensare fin da piccola, che sarebbe stato molto meglio già da neonata fare qualche poppata in meno e farmi dormire di più. Remember the milk.

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