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ottomila

Come la giri e come la volti, io ieri ho compiuto quarant’anni.

Che se ci pensate non ha assolutamente senso, perchè quarant’anni non è un’età che avrei mai potuto avere io, e questa cosa la dico con una certa sicurezza.

Per buona parte della mia vita, quarant’anni ha rappresentato l’altro, il serio, oserei dire l’appesantito. Quarant’anni era la maturità, l’assennatezza condita con una velata tendenza alla noia.

Quarant’anni era fermarsi a guardare la vetrina di Luisa Spagnoli.

Quindi grazie, come se avessi accettato.

Ma poi ho sentito Bianca che spiegava a Giulio che io diventavo veramente grande. E allora lui le chiedeva: ma che vuol dire? ma quanti anni fa mamma?

E lei diceva: eh Giulio, tanti, ma come faccio a dirtelo proprio quanto-tanti sono.

E lui la incalzava, perchè non capiva: ma quanti?

E lei a quel punto ha provato a concentrarsi, sguardo assorto e dopo un po’ gli ha detto: Giulio, mamma fa un numero grande. Un numero come OTTOMILA.

E così, cari tutti, ieri ho compiuto ottomila anni. Ottomila mica è quaranta. Ottomila mi va più che bene.

PS: Ah, e magicamente sempre ieri Teresa ne ha compiuti due. In un giorno ha raddoppiato in modo secco la sua età: a guardar bene sta messa peggio lei.