Per chi mi conosce personalmente basta solo farne il nome, perchè essi sappiano. Per voi che non mi conoscete, aggiungo un piccolo dettaglio esplicativo: se dovessi mettere in ordine di priorità la Cinquecento, De Gregori ed il marito potrei solo dirvi con sicurezza che la Cinquecento sarebbe al secondo posto; tra primo e terzo inizierebbe una... Continua a leggere →
Due cose
Da qualche anno mi si accusa di usare troppo spesso l'espressione "due cose" per articolare i miei pensieri. Quasi come se tutte le mie convinzioni avessero bisogno di essere sorrette da due pilastri perché solo con uno vacillerebbero. Quando provo a difendere le mie tesi con gli amici solitamente inizio dicendo: "Su questo ci tengo... Continua a leggere →
Se solo l’amore si misurasse in tofu…
Oggi ho fatto un corso di cucina sulla pasticceria che mi ha regalato un'amica. Ne avevo fatti altri, quasi tutti una delusione, ma questo è stato carino e mi ha tenuto attenta dalle 9.30 alle 16.30 (con un calo di attenzione attorno all'ora di pranzo, inutile mentirvi). Il corso era sulle tecniche base della pasticceria,... Continua a leggere →
Cuscini a ritmo
Di ordinario Mika ha davvero poco, a partire dalla larghezza del bacino (che passerebbe attraverso la cruna di un ago) al volume dei suoi capelli (tanto da desiderare il suo shampoo). Ed anche il pubblico è davvero particolare: dai ragazzini di 10 anni con genitori a seguito (visibilmente devastati) ai cinquantenni con videocamera (soli) che... Continua a leggere →
Fascino indelebile
Sarà la nona volta che ci vediamo. La prima volta fu a cena dopo una partita di calcetto di mio marito, un bel po' di anni fa. E poi a qualche aperitivo, ad una festa di Natale, dove per quasi tutto il tempo parlai con la sua ragazza orientale, vissuta tra Canada ed Ecuador e... Continua a leggere →
Intendiamoci, ho detto “quasi”.
Peccato accorgersene proprio oggi, giorno in cui questa cosa mi fa più arrabbiare che divertire. Ma mi avrebbe mai divertito, mi chiedo? Nello spiazzo (pubblico) davanti al mio ufficio, la mattina compaiono 2 figuri in gilet catadiottrico, che sono formalmente i parcheggiatori (ma da bigliettino leggo che sono invece i gardiamacchine). Quasi sempre introvabili, nonostante siano... Continua a leggere →
Questione di scelte
Non ve lo dirò cincischiando, perché di cincischiaggine non è che ne ho avuta da vendere in questi ultimi mesi. Sarò diretta, asciutta, sintetica e quindi sappiate che aspetto una bambina, tecnicamente da qualche mese, anche se in verità la aspetto da un po' di più. Ed anche se la sorte non è che mi... Continua a leggere →
Troppe palline a Trieste
"Ora che sono diventato adulto queste cose di Trieste le trovo quasi tenere." "Si?" "Bè sì, nel senso che prima mi ci scontravo, ma ora ho capito che sono fatti così e basta, devi solo accettarlo...". Intanto ci incamminiamo speditamente per viale XX Settembre, con l'auto lasciata in malo modo per soli 2 minuti, per... Continua a leggere →
Se oggi pomeriggio in giro per Roma…
Da oggi ha inizio la mia settimana di passione e per "passione" intendo "sofferenza". Non c'è molto da dire: in questa settimana cade il compleanno di mio marito che, come rilevanza, si colloca appena prima dell'apparizione della Madonna a Fatima ed appena dopo lo sbarco sulla Luna. Avete presente quando guardate un film horror per... Continua a leggere →
Col fiato sospeso
Ho dovuto aspettare che si spalancasse la porta dell'ufficio, perchè tutto il tempo che è passato dal momento in cui hanno bussato e hanno cacciato soltanto una capuzzella nella mia stanza per chiedermi se ero pronta, a quando la porta si è aperta, non sapevo immaginare di cosa si potesse trattare e sono rimasta così...... Continua a leggere →
Vanity present
Poi uno dice che non ci sono regali che stupiscono. Per il mio compleanno (to be) dopo avermi regalato lo stesso identico libro più volte, le magliette con le cape di morto e molte altre amenità tra cui un pezzo di foresta amazzonica, un mia amica ha deciso che gli alberi avevano avuto la loro... Continua a leggere →
Grazie dei fiori…
E' che c'è questa cosa che mi è tornata in mente e ho pensato di raccontarla. Quando ho lavorato per quel periodo da Berlino ho visto una scena che mi ha colpito. Vi ricordo ufficio grande loft, open space, fichissimo. Io seduta su una palla. Bussano alla porta, la ragazza coi capelli color miele, addetta... Continua a leggere →