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“Ora che sono diventato adulto queste cose di Trieste le trovo quasi tenere.” “Si?” “Bè sì, nel senso che prima mi ci scontravo, ma ora ho capito che sono fatti così e basta, devi solo accettarlo…”.
Intanto ci incamminiamo speditamente per viale XX Settembre, con l’auto lasciata in malo modo per soli 2 minuti, per comprare del gelato per una decina di persone da portare a casa.
Saranno le 23, ma il viale pullula di vita.

Mentre andavamo mio marito mi raccontava: “Sai, qui a Trieste il gelato te lo vendono solo a palline. Se tu lo vuoi portare via, nel contenitore loro ti mettono il numero di palline che tu gli chiedi, non si va a chilo”. “Ma che dici? Mi sembra incredibile!” gli dico “…e scusa, che senso ha?” “Ah credo nessuno, ma te lo dicevo, sono fatti così, devi apprezzare questi loro lati perché non li cambi tanto… Adesso io, per esempio, gioco di anticipo e non mi fregano più: siamo dieci e chiediamo 20 palline. Insomma alla fine é facile…” “Va bene, ma ammetti che è un po’ strano!” “Ma no, basta chiusure mentali… qui funziona così, capito?”

Tony dice che il gelato lo hanno inventato a Trieste. A vedere quella gelateria sembrerebbe probabile.

Comunque gli uomini sono come i gusti dei propri gelati. Dalla costanza della scelta del gelato secondo me si capisce molto altro rispetto alla sola costanza dei gusti di gelato scelto. Un uomo che non ha mai tradito i suoi gusti standard di gelato, non me la conta giusta se da un giorno all’altro mi dice che ha cambiato il proprio atteggiamento verso i gelatieri e le loro pleistoceniche usanze.
E infatti…
…arriva il nostro turno.

L’uomo-che-accetta-le-usanze-altrui ordina tronfio: “Ci darebbe 20 palline di gelato da portare?” “Certo” fa la ragazza. “Che gusti?” “Cioccolato, crema, pistacchio, nocciola e amarena”. “Bene, quante palline per ciascun gusto?”
“Ma che domande…ma non lo so! Senta, ma detto tra me e lei, non è più facile se facciamo a chilo?” “Mi dispiace signore, non facciamo a chilo, solo a palline…”

Era solo questione di tempo. Il momento era arrivato.

“Ma insomaaaaa, io dico, a Trieste siete tanto civili, ma questa cosa proprio non vi entra in testa? In tutta Italia e le ho detto I-ta-lia il gelato si vende a peso, eh? Lo sa, eh? Mentre qui? Qui no! Qui si vende a palline! Ma dove si è mai vistoooo! Me lo dica! No, ho detto me lo dicaaaaa!”
“Senta, io non ho capito quante palline di cioccolato le devo mettere…” dice imperturbabile la ragazza.
“Mi chiami il titolare.”

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