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Peccato accorgersene proprio oggi, giorno in cui questa cosa mi fa più arrabbiare che divertire. Ma mi avrebbe mai divertito, mi chiedo?

Nello spiazzo (pubblico) davanti al mio ufficio, la mattina compaiono 2 figuri in gilet catadiottrico, che sono formalmente i parcheggiatori (ma da bigliettino leggo che sono invece i gardiamacchine). Quasi sempre introvabili, nonostante siano vestiti come un evidenziatore, ti arronzano con la mano quando devi parcheggiare e tutti i posti tra le aiuole sono occupati, mentre ti indicano con urla pleistoceniche se in fondo in fondo c’è un posto e tu non lo hai visto.

Ti aiutano a parcheggiare? No. Ti bloccano il traffico per farti fare manovra? No. Sono loro che ti raggiungono per darti il bigliettino di pagamento? No, sei tu a doverli cercare e poi a tornare verso la macchina per esporre il tagliandino.

Arrivano alle 7.30 e vanno via verso le 17.00 e per tutto quel periodo di tempo se non esponi il loro biglietto, sei soggetto ad un’ammenda, anche se poi non so in che modalità.

Per farmi passare un’arrabbiuatura lavorativa che non se ne vuole andare, a metà mattina mi sono messa a curiosare nella mia borsa, che ogni volta riesce a sorprendermi con qualcosa; oggi però, maledettissimi, mi sono spuntati loro ed un loro bigliettino di diversi mesi fa.

Non ho parole. Scopro quindi che l’associazione di gardamacchine mette a disposizione un servizio di vigilanza senza l’obbligo di custodia (deve averlo scritto un parlamentare!!), non è responsabile del tuo veicolo, non è responsabile di eventuali danni, ma nel parcheggiare in quegli spazi l’automobilista sta chiudendo una libera trattativa con il gardiamacchine che si suggella con il pagamento del biglietto di parcheggio. Come se ci fosse scelta.

Ovviamente la mia incazzatura sale ancora di più, soprattutto se penso che se uno parcheggia dopo le 17.00 nella stessa area non deve fare alcun tipo di pagamento, perchè infatti ci sono le strisce bianche, ma che se lo fa in orario di ufficio paga una tassa a questi signori, per quanto autorizzati, che non ti danno in cambio nessun servizio. Se non per il gilet, che differenza esiste con i parcheggiatori abusivi di Napoli?

Poi rivado con la mente ad un discorso che mi faceva stamattina mio marito: un piccolo stadio sportivo comunale a Roma, comunale ripeto, che ha sempre avuto l’accesso gratuito delle persone per allenamenti e docce, per evitare che alcuni senzatetto andassero lì a farsi la doccia a ufo, ora richiede il pagamento di un certo ammontare per autorizzare l’accesso. Non lo chiede perchè inizierà a fornire servizi aggiuntivi, ma semplicemente perchè si usufruiscano gli stessi identici servizi che prima erano gratuiti.

Ecco, queste due cose mi fanno così imbestialire che tutto sommato torno ad immergermi nel mio problema lavorativo quasi sollevata. Intendiamoci, ho detto quasi.

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