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Sarà la nona volta che ci vediamo.

La prima volta fu a cena dopo una partita di calcetto di mio marito, un bel po’ di anni fa. E poi a qualche aperitivo, ad una festa di Natale, dove per quasi tutto il tempo parlai con la sua ragazza orientale, vissuta tra Canada ed Ecuador e poi l’ultima volta lo scorso luglio sulle sponde di un lago vicino Roma. In questa occasione noi eravamo con due nostri cari amici che, ma guarda tu le combinazioni della vita, in realtà lo conoscevano benissimo, lo avevano incontrato qualche anno prima a NY, forse erano proprio stati suoi ospiti a casa, non lo ricordo. E sarà stata l’atmosfera rilassata di inizio estate, l’avere i piedi nell’acqua, il sole che tramontava, insomma, io questa volta davvero speravo che tra noi le cose sarebbero cambiate.

E invece no, e invece proprio no.

Ieri sera, uscendo da un baretto, lo incontriamo per caso. Aveva un giubbottino di pelle verde chiaro ed il solito laccetto al collo. E per l’ennesima volta ho rivissuto la stessa scena, lo stesso identico copione, con mio marito che gli dice: “Mitch hai conosciuto mia moglie, vero?” E con la sua risposta che arriva sempre puntuale, come un fendente: “No, non mi sembra di averla mai vista… Piacere, io sono Mitch!”.

A trentaquattro anni ho raggiunto un mio equilibrio ed una mia maturità e quindi sapere di non lasciare affatto il minimo segno in uno dei ragazzi che considero tra i più carini di Roma per fortuna non scalfisce affatto la mia autostima.

Solo che da stasera non uscirò mai più.

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