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Immaginate un pomeriggio di fine agosto in città. Non proprio uno di quei pomeriggi pigri in cui le cose vanno a rilento ed i piedi si trascinano per terra… solo un pomeriggio come tanti altri, in cui ancora però si avverte nell’aria un sapore strano, insomma un pomeriggio di fine agosto in città.

Siamo tre, non ci vediamo da un po’. I due, una coppia, mi passano a prendere in ufficio. Baci abbracci, sorrisi. “Dove andiamo?” Io che di solito passo per essere la despota che decide sempre dove andare dico platealmente: “Signori, io mi astengo questa volta! Conoscete Roma abbastanza bene. Decidete voi!”

“Allora potremmo portarla in quel posto… hai capito quale?” “Ahh, quello? Mmmm ok, dai, andiamo lì, fanno delle torte buonissime tra l’altro!!!”.

La macchina si mette in moto, partiamo e non arriviamo troppo lontano. Parcheggiamo e li seguo, per pochi metri, ed entro con loro nel McDonald’s di fronte alla Basilica di San Paolo.

Vediamola in positivo: per me era davvero un posto nuovo. Scopro che quel McDonald’s ha un settore solo per cornetti, torte e semifreddi di una marca italiana della grande distribuzione. Le torte sembravano in effetti particolarmente accattivanti. Scelgo i profiteroles. Lei decide, senza alcuna esitazione, una fetta di torta foresta nera. Lui è un po’ incerto, perchè le torte non le ama; guardando un’immagine nel menu identifica un semifreddo al torroncino affogato al caffè e lo ordina. La ragazza dietro al bancone aveva la maglietta dell’apprendista e comunque, anche nella vita di tutti i giorni, non si sarebbe mai distinta per scaltrezza. Entra nel panico, non trova il sorbetto. Praticamente dissurgela i tre quarti delle cose nel banco freezer. Alla fine deve chiamare la sua tutor che glielo trova e la sgrida, povera. Prepara il semifreddo e nel momento esatto in cui stava per versarci il caffè lui se ne accorge e dice “Ma non è questo che volevo, che maniere!!!” Lui si era sbagliato, pensava di aver ordinato il tartufo nero. La ragazza tentenna. Rimette in freezer il semifreddo e riparte con una ricerca furiosa del tartufo che non trova. Richiama la tutor che, grazie al cielo non lo trova neppure lei e va a controllare in magazzino. Nel frattempo lui paga e la ragazza si sbaglia a ridargli il resto, lui vorrebbe infierire, detesta la stupidità, ma noi lo convinciamo a non farlo, per pochi spiccioli.

Il tartufo nero non c’è, allora lui, arrabbiato come pochi, si rivolge alla ragazza davanti alla tutor e dice: “Allora mi dia il semifreddo al torroncino, alla fine è quello che avevo chiesto dall’inizio!!!” Ero sicura che avrebbe detto qualcosa del genere, è sempre stato un po’ cattivo: la tutor fa una seconda sfuriata all’apprendista.

La tizia prepara i piatti e mette per errore 4 profiteroles e non 3 nel mio (terza sfuriata della tutor all’apprendista). Ne deve togliere uno e il mio piatto mi arriva con una strisciata di cioccolata che dal centro va verso l’esterno del piatto. Nooo, quel profiterole era mio!!

Quando gli arriva, lui si rende conto che il suo semifreddo non è affogato e chiede un caffè in aggiunta. La ragazza allora vorrebbe aumentargli il prezzo, ma lui sostiene che non deve 1 centesimo in più perchè aveva avuto un resto sbagliato. Lei getta la spugna e si fa spostare nel reparto panini. Al suo posto arriva un’altra, ma noi intanto avevamo fatto il nostro.

Comunque è evidente, dopo questo pomeriggio non la confermeranno mai.

Mangiamo. Buono in effetti. Attorno a noi almeno una quarantina di ragazzi liceali versione “agosto, madre mia non ti conosco”: sbruffoncelli, disinibiti e un po’ bulletti. Infatti inizia una rissa tra due che si cominciano a spintonare, picchiare, addirittura rotolare. Pochi minuti e arriva la polizia. Iniziano storie da pazzi, prendono i documenti di tutti, due o tre se li portano fuori, a noi non si avvicinano: “strano” penso “pensavo di sembrare più giovane”.

Nel frattempo mi chiami tu, Raimond… ma come facevo a risponderti? Ora mi capisci??

Musica da simil discoteca in sottofondo.

Li trovo bene e glielo dico: “Mammamia come siete abbronzati… quanto state bene così scuri…, come dici??? Aspetta, parla un po’ più forte che ti sento poco…”

Vociacchiacchiàre stridente delle ragazze, urletti e risatine. Ad una ragazza cade il proprio telefonino che scivola sotto ad un banco frigo apparentemente saldato a terra e tutto lo staff di turno cerca di recuperarglielo con grandi ambasce e disperazione della ragazza stessa…

La coppia mi guarda e dice: “Ti assicuro che non pensavamo che fosse così, ci veniamo spesso a fare colazione la mattina… ed a quell’ora è un bel posto”.

E io rispondo: “Ma non preoccuparti, figurati se il posto è importante. Alla fine non ci vedevamo da un po’… l’importante per me era farsi due chiacchiere con te e con papà, mamma.”

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