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Ombrelli col sole.jpg

C’è un fattore oggettivo ed un fattore soggettivo in questo discorso che sto per fare.
Oggettivamente il tempo atmosferico ultimamente sta cambiando anche in Italia, credo che sia evidente: le temperature, le burrasche torrenziali, le gelate improvvise… insomma fenomeni che probabilmente ci sono sempre stati, ma che stanno aumentando forse in frequenza ed intensità.
La mia percezione, però, (e qui veniamo al fattore soggettivo) è che il sensazionalismo che serve al giorno d’oggi per tener vivi i popoli rende necessaria un’estremizzazione di questi fenomeni da parte dei mass media, che infatti scimmiottano le usanze meteo statunitensi, dove the weather è una cosa seria, catastrofizzando temporali, freddo e caldo come di più non potrebbero.

E quindi, nonostante questa mattina ci fosse un bel cielo terso, con poche nuvole, tutti gli abitanti di Roma che sono dovuti uscire necessariamente, lo hanno fatto muniti di ombrelli, giacconi e terrore, perchè il sindaco Alemanno implorava nell’ordine: di stare a casa, di stare lontano dagli scantinati, di non dormire al piano terra e, presumibilmente, di dire una preghierina.
E così oggi, supremo rischio dei rischi, sono tornata col trenino al Gemelli, sotto un sole caldo, con l’ombrello formato famiglia che si impigliava ogni due e tre col giaccone che portavo in mano e che cadeva.
E tra noi circa settanta qui in attesa per la visita col bravo-professore-famoso ci saranno almeno un’ottantina di ombrelli, perchè alcuni ne devono aver portato uno in più di riserva.
E se non usciremo troppo tardi dall’ospedale, temo proprio che sembreremo un gruppo di giapponesi che usano gli ombrelli per proteggerci dal sole!

PS. Poi pioverà pure. Ma è metà ottobre, santoiddio!

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