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mostri

Mariti triestini che scelgono in solitaria le destinazioni per vacanze estive portano, con molta probabilità, ad arrivare in luoghi di incomparabile bellezza, ma con ben 118 alti gradini in pietra scoscesa per arrivare dalla spiaggia alla tua casa.

La prima sera, dopo averla portata a mangiare un gelato accanto alle canoe ritirate a secca, la piccola dissennatrice inizia a fare le scale a quattro a quattro per ritirarsi e fare la nanna.

“Mamma, c’è un mostro. C’è un mostro lontano, ‘o bbedi? Mi fa paura. Mamma, mi fa paura. Mi fa pa-uuu-ra. Mammaaaa…” e aggiunge la sua mitica locuzione omnicomprensiva: “Mamma, io-voglio-in-braccio!!!!”

Non sarebbe servito dirlo una volta in più, mi ero già irrimediabilmente intenerita.

Caricata sulla schiena, continuo a salire le scale con l’atteggiamento sportivo di chi è abituato a ben altre fatiche, ma ben presto (naturalmente in concomitanza con una persona che scendeva, giusto così per poter fare la mia solita figura) ho un mancamento. 13kg sono tanti se sommati a tutto quello che avevo a tracolla e in mano.

“Bibi, ce la fai a camminare?” “No, mamma, il mostro mi fa paura. Io-voglio-in-braccio!”.

E così superiamo il 20°, il 30° il 40° scalino, ma la situazione non mutava. Questo mostro lontano che le faceva paura. Questo maledettissimo mostro lontano…

“Mamma, c’è il mostro lontano, mi fa pauuuuura….”

Chissà che fattezze aveva questo mostro, chissà quanto era cattivo… Avventurandomi verso l’ultima parte delle scale dove la luce dei lampioni era sempre più fioca, iniziavo a suggestionarmi anche io.

“Mi fa pauraaaa”.

E così alla fine, quasi arrivata a casa, decido di rassicurare lei per rassicurare me stessa.

“Bianca, dai, non avere paura!!! Che farà mai questo mostro se ti vede, ti mangia?”

“Noooooooo!” mi risponde con aria di superiorità “Non mangia Bibi, mangia Giulio. Il mostro è mio amico!!!”

Macheccazzzzzz!!!!

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