Da uno che…

Ma che ci si può aspettare da uno che ho conosciuto in una chat di AOL nel lontano 1998?

Da uno che la prima cosa che mi ha detto, quando mi ha incontrato di persona, è che avevo un cellulare indecente.

Da uno che, dopo 22 anni, quando ripensa al nostro primo incontro, l’unica cosa che si continua a ricordare è la storia di quel benedetto cellulare.

Da uno che per anni mi ha tirato, uno per uno, i peli delle braccia in qualsiasi circostanza. E infatti ora non ne ho più. Ma ancora ricordo cheddddolore!

Da uno che, una volta, mi aveva proposto di fare insieme “qualcosa di proibito” e, infatti, mi ha portato a vedere un terrazzo pericolante della facoltà di Architettura – di cui lui chissà come aveva le chiavi.

Da uno che, qualche anno dopo, era così incaponito a voler pagare una colazione che per fermarlo ho dovuto appallottolare lo scontrino e metterlo sotto la lingua. Scontrino che poi, per una serie di circostanze impreviste, in effetti ho ingoiato.

Da uno che, quando mi ha visto tossire e strabuzzare gli occhi, ha continuato nel suo intento andando alla cassa del bar per chiedere quanto fosse effettivamente il conto, perchè non avevamo più lo scontrino. Ma aveva le convulsioni, tante le risate.

Da uno che, se può, lappa.

Da uno che non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta.

Da uno che (so per sentito dire) aveva questa fissazione malsana degli slip con i laccetti, tanto da scandalizzare le sue proprietarie di casa quando li lasciava disseminati sotto i divani letto. Che poi – ve lo dico – non si possono guardare gli slip con i laccetti. Solo ai costumi sono permessi i laccetti. Ma non agli slip. Ma questa è un’altra storia.

Da uno che non sa tenere i segreti. O li dimentica all’istante o li racconta indiscriminatamente a tutti.

Da uno che per anni è stato retribuito per acculturare un bambino (il pargolo) e, per gli stessi anni, gli trasferiva le conoscenze del mondo classico attraverso erudite citazioni di TotoTruffa ’62 (… quindi Menelao quando rivide Elena a Troia le disse “Tu cosa fedosa portasti il disonore in casa mia!“).

Da uno che, per rimanere in tema, qualche mese fa mi ha inviato dal niente un messaggio con su scritto semplicemente: “Tu chi saresti tra Iliade ed Odissea?” e quando gli risposto: “Sarei Nausicaa” mi ha replicato sinteticamente “Sei la solita sciacquetta” per poi sparire di nuovo.

Da uno che gira orgoglioso su Ludmilla, una moto Guzzi attempata, l’unica moto italiana frustrata per non sapere come sia andare a più di 35 km/ora.

Da uno che, in tutti questi anni, non credo di averlo mai visto (del tutto) sobrio.

Da uno che la cosa più faticosa che accetta di fare nelle vacanze è dover selezionare quali pietanze vorrà mangiare, con un giorno di anticipo, nel suo storico albergo-pensione-completa.

Da uno che quando dodici anni fa gli dissi “Arrivo a Napoli. Pensavo di venire a pranzo da te. Ma sappi che non mangio carne da una vita…” Ecco, lui in quell’occasione fraintese.

E così organizzò un pranzo per 12 amici, ma in tutta casa sua non fu possibile trovare nulla di vagamente non-animale. Nulla. Aveva comprato tutto a base di carne pensando che, “non mangiando carne da una vita” ne avessi evidentemente una gran voglia.

Da uno che sarà alto attorno al metro e novanta. Ma è uno scricciolo accanto al suo migliore amico, che infatti non per altro chiama “il Grosso”.

Da uno che si fa il bagno al mare con una maglietta blu elettrico. Che ad un occhio poco attento potrebbe sembrare un po’ eccessiva, ma vorrei vedere voi a trovare un abbinamento migliore con con gli occhiali rossi e i boxer gialli…

Da uno che, di solito, quando arriva all’apice di un discorso serio con me si ferma e mi dice “Aaaaaah, Maurìllamaurìlla. Ci tengo troppo alla nostra amicizia per dirti davvero cosa penso di te.

Bè, buona estate Lonfus.

Questo “pre” è dedicato a te.

Prima o poi ti dedicherò anche un “post“.

11 risposte a "Da uno che…"

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  1. E insomma lui zuto zuto ti ha alloppato e tu adesso l’accazzi. E vabbè. (da quanto tempo che non la rileggevo. grazie, mi hai fatto pensare che non ho ancora mai fatto leggere ai bimbi questa piccola perla) P.S. come mai Nausicaa?

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