Mariti triestini che scelgono in solitaria le destinazioni per vacanze estive portano, con molta probabilità, ad arrivare in luoghi di incomparabile bellezza, ma con ben 118 alti gradini in pietra scoscesa per arrivare dalla spiaggia alla tua casa. La prima sera, dopo averla portata a mangiare un gelato accanto alle canoe ritirate a secca, la... Continua a leggere →
Due mesi due
Non mi curo di millenni di speculazioni scientifiche, di raffinate concezioni politiche e religiose né tantomeno di tradizioni e culture secolari. Da due o tre anni a questa parte, il calendario che ho adottato si compone di soli due mesi. Di due lunghissimi mesi. Il primo si chiama "Chebellochesaràpoterdormirescoperti" ed il secondo si chiama... Continua a leggere →
\ciucciofori_2.0
Va tutto bene, anzi va bene tutto: non ho mai pensato di fare guerre di principio e generalizzate contro il ciuccio in quanto tale. Se dovessi dirvi, per come vedo che allevia i momenti no, qualche volta ho pensato che non sarebbe male istituzionalizzare anche un ciuccio per gli adulti. Certo è, peró, che... Continua a leggere →
Messaggi subliminali
Lo so, non si fa. Una mamma non si allontana due settimane, ma mi è scappato: giuro che così non lo faccio più. Poi torno a casa con la valigia e un cuore in subuglio, li trovo tutti benissimo. Quasi mi dispiace essere, tutto sommato, rimpiazzabile. Il marito mostra un leggera pesantezza alla testa. Secondo... Continua a leggere →
Schiava delle semicrome
Roma, interno notte "Bibi, che ore sono?" "Ora di fare 'aaa nanna." "Bravissima, vuoi che cantiamo una canzone?" "Stellastellinaaaaa!" Ed è questo quello che mi frega sempre: sapere di avere un mio pubblico. Come per magia, quando devo cantare una canzone, la stanza diventa subito un palcoscenico, la fiochissima lucetta per la notte diventa... Continua a leggere →
Le parole sono importanti
Da qualche mese a questa parte, 6 mesi esatti per essere precisi, la dissennatrice è in pieno brodo di giuggiole. L'arrivo di Felicetto non le ha dato un fratello, un alleato, un avversario. Niente di tutto questo: Felicetto per lei è stato una gallina dalle uova d'oro, un passepartout. Tecnicamente parlando Felicetto è il suo... Continua a leggere →
Sonno? No, grazie, ho smesso.
Se c'è mai stato un tempo in cui io ho conosciuto la "sazietà" di sonno, ora non saprei dirlo. In fondo, anche quando ero una bambinetta vispa e senza preoccupazioni, ho sempre amato dormire il "giusto", perchè dopo essere rimasta a letto per un po' di tempo sveglia a pigrare, mi iniziava a pervadere quella... Continua a leggere →
TAC
Cucino. TAC Li sento parlottare in salotto. TAC sdsfjfoigèiavavfav foasfsiviuarbuiab alkrnoairn. TAC Non sento che si dicono, ma è un parlare concitato. TAC Io intanto cucino: un po' di brodo, abbasso il fuoco, copro. TAC Dal salotto arriva sempre quel vociare un po' carbonaro. TAC Non resisto. Mi avvicino, devo: origlio. Marito e dissenatrice testa... Continua a leggere →
Se telefona nonno
La mattina, da quando il marito deve accompagnare la piccola dissennatrice al nido e poi andare in ufficio, non si cincischia più. Le ondate di diapora dei lavoratori romani fanno sì che, se putacaso prendi la tangenziale con soli 5 minuti di ritardo, devi chiedere 4 ore di permesso. Per l'appunto: la mattina a... Continua a leggere →
Stupore e tremore: i tablet per mia madre
Negli ultimi tempi mia madre ha iniziato a mostrare un interesse sempre crescente verso i tablet e le loro infinite potenzialità, con un entusiasmo che non le si vedeva da quando misero in commercio l'asciugacapelli col diffusore che fa i ricci. Per il resto la tecnologia non l'ha mai attirata, tanto che le basta beneficiare... Continua a leggere →
Una mano dal cielo, ovvero un contrappasso di figlio
Dai che sicuramente lo avrete anche voi il collega che non aspetta altro che avervi a portata di mano per iniziare a chiacchierare. Quello che, pur di stare con voi, non nota che a partire dal decimo minuto di soliloquio non ce la fate neppure più ad annuire, ma restate con il sorriso forzato sperando... Continua a leggere →
Grònzika
Un giorno mia madre tornò a casa ancora un po' sconvolta e, prima ancora di togliersi il cappotto, mi disse subito : "Nei cinema è in programmazione un film dell'orrore che dev'essere davvero terrificante. Ma davvero terrificante". Non mi sarei mai aspettata un commento del genere da mia madre, mi era sempre sembrato che le... Continua a leggere →