Lava, lava, lava…

Lo vedete quel cartello? (citazione di Pif) E' il cartello di una spuzzolosissima lavanderia che vedo tutte le mattine andando ad accompagnare la dissennatrice al nido. E' una stampa (azzardo) degli anni novanta, quando tutti ci cimentavamo a provare nuovi font e stamparli ossessivamente. La carta è un po' ingiallita ed i caratteri sono in... Continua a leggere →

Il farcitore di cornetti

Partiamo da un presupposto: se entro in un bar, tutta trafelata, all'alba delle 9.45 di mattina e chiedo solo un-cornetto-al-cioccolato-da-mangiare-per-strada-perchè-ho-fretta, non è un caso. Sarà la nottata un po' impegnativa che sai di avere alle spalle, sarà la giornata un po' impegnativa che sai di avere davanti a te, sarà quel che sarà, ma se... Continua a leggere →

Prima uomini e poi padri

Che tu sia stato un grande amico, un grande professionista, un grande viaggiatore, un grande cuoco, un grande corridore, un grande marito arrivati a questo punto ha poco senso. Perchè da quando ti nasce un figlio, perdi ogni dignità.

Tu non chiamarlo sonno…

Quando hai una bimba piccola con la febbre, la notte si trasforma in una battaglia. Ed è così che dopo aver dormito sì e no 20 minuti a testa, quando la dissennatrice si è addormentata con i primi chiarori dell'alba, noi siamo crollati in uno stato di totale incoscienza, che chiamarlo sonno mi sembrerebbe troppo.... Continua a leggere →

La grigliata

Che a guardarci indietro sembra incredibile. Un anno e due mesi della dissennatrice e io ed il marito saremo usciti sì e no 5 volte. Da non crederci. E così, un bel giorno, abbiamo deciso di dover porre rimedio a questo vivere da separati in casa, in cui o esce il marito oppure esco io,... Continua a leggere →

Montessoriani sarete voi…

Il mio amico Vlado un tempo sosteneva che il pregiudizio fosse la forma di giudizio più pura perchè era esclusivamente basato sulla ragione e prescindeva dall'esperienza. Che lo conosciate o meno, ci tengo a dire che il mio amico Vlado è un tipo fortissimo e, ovviamente, in un certo senso anche questo è un pregiudizio.... Continua a leggere →

Malizia, profumo di intesa…

  Nell'incipit del libro "Notre Dame de Paris", Victor Hugo racconta di aver partorito il romanzo dopo aver letto un'iscrizione quasi illegibile in greco antico all'interno di una delle torri della Cattedrale. La parola era "ANANKE", che significa "destino", ma si tratta di un destino avverso, perchè sigifica anche "necessità". E così, immaginando chi mai... Continua a leggere →

Ho perso le parole…

Per una disorganizzata come me, che ha sempre vissuto tra le nuvole, più aumentano le cose da fare, da pianificare, da analizzare, da far quadrare, più spariscono le parole. E' un'equazione matematica, da un lato aggiungo e da un lato tolgo, niente di più semplice. Fittissima giornata di lavoro con annessa valutazione sull'eventuale chiusura della... Continua a leggere →

Si sta così…

Perchè quando uno attraversa un momento di passaggio, quando uno attraversa un'area di grigio in cui non-è-più, ma non-è-già e vorrebbe farci qualcosa, magari, ma le cose non dipendono dai lui, allora può tanto starsene buonino buonino ed aspettare che la situazione si definisca, oppure può fare come me. Io me ne sto lì, ferma... Continua a leggere →

Lo squalo senza amici

Mi duole dirlo, ma non avrei mai pensato che sarebbe arrivato il giorno in cui avrei dato ragione a Luca. Dal momento in cui l'ho conosciuto, il primo giorno dell'ultimo anno del liceo, mi ha sempre fatto delle cattiverie inenarrabili e quelle di cui non fu attore (quelle a cui si aggrappa quando lo accuso)... Continua a leggere →

Le future mamme e l’anatema dei 5 “Vedrai”

Quando sei una futura-mamma-primipara emani delle vibrazioni che vengono captate da alcuni agenti dormienti delle forze oscure che sono stati formati in chissà quale terra paludosa e umida e che hanno come principale scopo di vita trovare il modo di farsi due chiacchiere con te. Di te, naturalmente, l'agente se ne importa molto poco, se... Continua a leggere →

Io mi fido sempre.

  La qualità dell'etichetta non è direttamente proporzionale al prezzo che porta scritto. Ci sono etichette buone ed etichette cattive ed io, ogni volta che ne ho una tra le mani, mi fido sempre. E sbaglio.

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