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la grigliataChe a guardarci indietro sembra incredibile. Un anno e due mesi della dissennatrice e io ed il marito saremo usciti sì e no 5 volte. Da non crederci. E così, un bel giorno, abbiamo deciso di dover porre rimedio a questo vivere da separati in casa, in cui o esce il marito oppure esco io, rigorosamente da soli e rigorosamente ognuno con i propri amici. E così, sempre quel bel giorno, abbiamo pensato di trovare una babysitter per le ore serali.

Quanto è vero che la mente fa tantissimo nell’uomo… da quando avevamo fissato la prima data di babysitteraggio con C., studentessa dall’aspetto indie, le nostre giornate erano quasi monopolizzate dal pensiero che ci saremmo potuti dedicare una serata. E giù le discussioni infinite: “Io andrei a prendere un aperitivo in quel posto, te lo ricordi, poi corriamo a cena e poi chiudiamo con quel film in lingua originale” “No, no, no, andiamo prima a vedere quel concerto che comincia presto, poi andiamo a mangiarci quella pizza napoletana lì vicino che è un anno che la sogno, e poi una grappa a Monti…” “Ma così dobbiamo fare 70km, ma no, senti qua allora… ora ti dico io che facciamo, potremmo…”

Insomma prenotata babysitter il venerdì precedente per il venerdì successivo, abbiamo passato il fine settimana ad accapigliarci, ma lunedì mattina avevamo IL programma perfetto e giù con le telefonate di prenotazione per essere sicuri che tutto fuzionasse alla perfezione.

I giorni passavano, la data si avvicinava, l’emozione aumentava.

Eravamo già nel pomeriggio inoltrato del fatidico venerdì, quando è successo: la giovane indie era arrivata alle 18 per iniziare a familiarizzare con Bibi ancora con me presente, il marito era a casa eccezionalmente alle 18.30 e faceva ripetutamente cucina-guardaroba-guardaroba-cucina, ogni volta vestito in modo diverso, fino a voler trovare l’equilibrio tessile perfetto. Ed io? Io ero radiosa, ero già vestita di tutto punto dalle 16 ed avevo da poco riconfermato le nostre prenotazioni, perchè non si sa mai.

Quasi sempre le cose che ti cambiano profondamente succedono con semplicità. Io stavo lavando i piatti di Bibi, il marito era appena entrato in cucina a farmi vedere una sua ennesima mise, Bianca e la indie erano per terra dietro di noi a giocare, quand’ecco che l’aria si fende per una domanda.

“Scusate, ma voi…, voi…, …, voi… pensavate di uscire?”

Ci siamo girati entrambi l-e-n-t-a-m-e-n-t-e verso la indie, perchè quel tempo che ci siamo presi serviva ai nostri cervelli per elaborare bene l’informazione. “In che senso intenderà la parola <uscire>?” pensavo io… Il marito no, lui non riusciva ad elaborare alcun pensiero, glielo si vedeva dalla faccia.

Eravamo a corto di fiato.

“Bè… in realtà Chiara…”
“Uh mammamia, è che ora mi sento così in colpaaaa…”
“Ma scusa, facci capire, è successo qualcosa?”

“No, è che stasera c’ho na grigliata da un amico“.

E se questo fosse un film, vi farei finire questa scena con una lenta e leggera dissolvenza.

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