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Ci sono giornate e giornate. E uno quando si sveglia non lo sa ancora se è la giornata del tramezzino che si blocca nella macchinetta oppure è la giornata del tramezzino che precipita nella vaschetta magistralmente, con un tuffo da tutti 10.

Se posso permettermi, però, io ultimamente sono avvantaggiata. Io lo so da prima come sarà la mia giornata. E lo so nonperniente, ma perché mi sveglio puntualmente da parecchi giorni alle 4:45/5:00 e così, sveglia, passo il resto della notte fino a quando non sprofondo in un sonno denso nel momento in cui mi devo alzare.
E allora già lo posso immaginare come sarà il giorno che nasce e neppure ci provo a comprare il tramezzino nella macchinetta, che è meglio…

Vi racconto di stanotte, ho fatto un sogno realissimo: una ventina di passerotti e dei corvi litigavano sul davanzale della nostra finestra facendoci svegliare di soprassalto. Mentre cercavamo di capire cosa stava accadendo arrivavano dei lemuri tutti agitati che si sistemavano in uno spazietto libero, poi un gatto, poi un altro animale strano e inquieto. Erano tutti ammassati sul davanzale e ci guardavano, non sapete che ansia. Ma come avevano fatto ad arrivare fin quassù? Poi ad un certo punto si sente un fracasso e vediamo comparire addirittura un orso che guardava attraverso il vetro con uno sguardo davvero implorante, ma che cosa c’entravamo noi e che cosa potevamo fare? Pensate che per non cadere l’orso si appendeva con le zampe alla serranda ma era così grande che aveva fatto precipitare i lemuri. La cosa pazzesca, però, era che un attimo dopo i lemuri erano in casa, nel cesto di paglia che abbiamo sotto la finestra. Ma come avevano fatto?

Intanto fuori il cielo era impazzito aveva un colore verde acido, non voglio neanche immaginare cosa stava per succedere e per fortuna non l’ho mai saputo perché a questo punto mi sono svegliata e non c’è stato più verso di dormire.

E così inizia la lunga veglia e nella mente mi passano tutti gli argomenti del mondo, che io viviseziono in fretta e archivio. Eccheccavolo, sono le 5 di notte, tutto mi sembra cupo, tutto mi sembra enorme, tutto è sullo stesso piano, dalla stabilità della piattaia in salotto alla diffusione della meningite nei paesi tropicali.

Menomale peró che il matrimonio è condivisione, dunque basta dare un piccolissimo strattone alla coperta (avete presente quel gesto che farebbe una cavallerizza con le redini per segnalare al cavallo: “Ehi, guarda che io ci sono!”) e il marito si sveglia e non si riaddormenta più. Sbuffa, scalcia, si assesta ma resta sveglio fino all’ora di alzarsi.
Non che ci si parli, beninteso (anzi lui mi odia per essere stato svegliato), ma nel buio più nero stare svegli in due è rassicurante. Chi può garantirmi che i lemuri che girano per casa non decidano prima o poi di rosicchiarmi i piedi…?

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