Prezzemolino in ogni minestra

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E se è vero che avere figli rincretinisce, la scala di misura del rincretinimento si valuta nel lasso di tempo che intercorre tra l’inizio di un discorso e l’intavolamento del tema “cacca”.

Tra amici cerco di scegliere con cautela le persone con cui parlarne, perché so bene che se tiro la corda adesso me lo faranno scontare nel momento peggiore; con gli estranei, invece, ho meno ritrosia, perchè tanto conto di non vederli più.
E così si spiega perché, seduti ad un tavolino improbabile di un bar, l’altro giorno abbiamo subito snocciolato il tema “Stitichezza in età neonatale: prospettive ed opportunità” parlando con i genitori di un collega di Bibi dalla sconcertante testa a punta.
E lì la novità: la mamma, senza scomporsi, ci chiede: “Ma voi le stimolate la cacca con il gambo di prezzemolo?”
All’inizio credevo di aver capito male, pensavo che dovessi darle a bere un decotto fatto con gambi di prezzemolo, ma poi ho capito; il marito invece, povero, era così scosso che ha cercato di estranearsi leggendo il leggibile su una bustina di zucchero che era sul tavolo.
Fatto sta che a quel punto la sintonia si era spezzata, abbiamo glissato con sorrisi formali stampati sul viso e, appena abbiamo potuto, siamo scappati con una scusa qualunque.
Andando via ci siamo ripromessi che certi discorsi non si devono intavolare con “chiunquechiunque”, perché altrimenti è ovvio che ci sentiamo dire cose così fuori di testa… dobbiamo stare più attenti in futuro.

Ieri, però, chiacchierando sempre dello stesso tema (me monotona) con la mia amica francese Stephanie (che Edna chiama Stephany, sottolineando “Come quella di Beautiful…”), mi sento domandare distrattamente: “Ma tu come la risolvi la stitichezza di Bibi? Le infili un gambo di prezzemolo?”

E allora ho capito.

Ho capito che finché parlo di cacca, ma la parola “prezzemolo” mi farà ancora pensare al pinzimonio e non ad un efficace metodo lassativo, posso ancora considerarmi un caso grave ma non gravissimo.

E ho anche capito che la prossima volta che mi sentirò dire: “Sei un po’ come il prezzemolo”, io, per non saper nè leggere nè scrivere, pretendo immediatamente delle scuse, hai visto mai…

19 risposte a "Prezzemolino in ogni minestra"

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  1. ma sai che a me ‘sta cosa non è mai capitata? non mi è mai venuta quella di parlare della cacca di mia figlia, ma a quanto pare è cosa diffusa.
    forse noi non ci siamo rincretiniti?
    mmm… secondo me eravamo già a buon punto prima e così la figlia non ci ha causato molto danno.
    comunque la storia del gambo di sedano me l’avevano anticipata ancora in ospedale le ostetriche, ma senza farsi sentire troppo.

      1. nonononono mi sono sbagliata io! prezzemolo, prezzemolo, non sedano!
        ogni tanto li confondo, come ravenna e ferrara, non so perchè.

  2. adesso, anche se non sono madre, andrò in cerca su google di tutto quello che riguarda sta cosa del gambo si sedano, perchè sono veramente basita, e devo sapere. ecco colpa tua.

    1. oddio!!! non SEDANO ti prego! solo e dico SOLO PREZZEMOLO!!!! 🙂
      altrimenti in effetti il rischio telefono azzurro….. 😀

  3. Non C’ho capito nulla!!! Ma che è sta storia!?!?! Io chiamo telefono azzurro! È poi Bibi sarebbe la dissennatrice??? Queste pratiche barbare e medievali su quella piccina??? Signore Iddio… GIAMMAI!!! Fate qualcosaaaaaa!!!!

  4. Sta cosa del gambo di prezzemolo è cosa antichissima. Un rimedio delle nonne e forse anche bis o tris nonne….Sono quelle SANE tradizioni che arrivano imperiture ai giorni nostri.
    Tuttavia io ho applicato altro rimedio naturale meno INVASIVO.
    Finchè si allatta basta che la mamma mangi una discreta quantità di arance (tipo 3, che ti fanno cocomero dentro lo stomaco) e conseguentemente….tenere a portata i ricambi! 😉

    (peccato che tu non stia più nella cara azienda che ci ha visto colleghe un tempo.
    perchè ora alla nostra adorata capa un trattato sulla cacca si sarebbe stato proprio bene! 😉 )

  5. Anche a me è capitato di affrontare l’argomento. La pratica pare fosse praticata 2 generazioni fa perchè veniva riportata da una persona anziana. Però non mi pare si trattasse di infilare ma semplicemente di solleticare la zona con le foglioline di prezzemolo. Infatti nacque una discussione antropologica sulla pratica perché i più ritenevano si trattasse di una specie di rituale ma non di proprietà lassative del prezzemolo.
    -Dai diamanti non cresce niente-

    1. no no…scusa se dissento e dirimo! si tratta proprio di infilare! (con la dovuta grazia, non fino in fondo!!!… ed avendo cura di scegliere proprio un gambinino di prezzemolo sottile in modo tale da solleticare lì! avverto: particolare scabroso: c’è chi lo olia! E funziona. Se hai voglia di dedicarti a tal pratica e se non hai paura dei traumi freudiani).
      comunico e da qui tramando che se agiti delle foglie di prezzemole nei pressi del popò non succede proprio NIENTE! 🙂

        1. il prezzemolo una volta ma poi ho desistito per via dell’efficacia (e della goduria per me che le adoro) delle arance.
          su me stessa diciiii?
          dovrei avviare la pratica in effetti…

  6. ok…sconcertatevi: io sta cosa l’avevo già sentita….risale ai tempi antichi, quando con un filino in meno di tenerezza verso il pargolo costipato si intingeva il prezzemolo nell’olio e si usava questa pratica come rimedio…..

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