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E se dovessi definire il concerto di Springsteen di ieri a Napoli con un solo aggettivo, userei la parola “viscerale”. Viscerale come l’emozione che mi ha suscitato, come la sua capacità innata di entrare in perfetta risonanza con un pubblico che più eterogeneo non si poteva.

Sembrava che un fulmine avesse deciso di servirsi di quell’uomo per scaricare a terra tutta la propria energia.

Quando stamattina raccontavo questa cosa a mia madre, lei che non conosce Springsteen voleva farsi meglio una sua idea.
“Ma ha energia come Baglioni?” mi chiede. Ed io lì a spiegare: “Ma mamma, ma che dici?? Ti rendi conto che sono due persone incomparabili…?”. Solo che mi mancavano le parole per descrivere le differenze: come si può spiegare cosa rende diversa una mela annurca da una feluca?

Poco dopo ricevo a casa la telefonata di un’amica di famiglia che mi voleva fare gli auguri per la nascita di Bibi.
Calorosa e affettuosa come sempre, mi chiede del concerto: “Allora come è stato?” “Come è stato???” dico io “Signora, come le posso spiegare? Quell’uomo è la personificazione della potenza!” “Ah, sono contenta! Ma per intenderci come Baglioni?” mi chiede lei.
A quel punto io avrei anche voluto, ma non avevo più forze: “Si esatto signora, ha inquadrato il tipo.” ho risposto e poi, esanime, ho riattaccato.

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