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trucco e parrucco

Ultimamente quando entro in ufficio le mie colleghe mi scrutano per vedere come sono truccata. Devono pensare intimamente che per quelle linee di matita sconnessa e per il rimmel sbavato sulla palpebra abbia preso spunto da un tutorial di una donna himba namibiana. E secondo me pensano che sono ricercata ed etnica.

Ovviamente non è esattamente così. Non è neanche lontanamente così.

Ve lo ricordate Benny Hill? Io vedevo spesso il suo show quando ero piccola, ma vi confesso che lo odiavo. E adesso che sono diventata grande il contrappasso peggiore che poteva capitarmi è che molto spesso mi sento più o meno come lui. Quando mi preparo la mattina per uscire, ad esempio.

Non mi sono mai distinta per particolare capacità organizzativa (per quanto riguarda le mie cose, almeno), quindi figuratevi che potenzialità esplosiva di incasinamento della giornata posso raggiungere la mattina appena sveglia prima della colazione.
Per evitare di mettere a rischio il matrimonio, per darvi un’idea, col marito avevamo fatto l’accordo che non parlavo di cose operative prima di aver bevuto il caffè. Per dire.

L’arrivo della dissennatrice mi ha fatto sviluppare capacità organizzative inaudite, inimmaginabili, ma soprattutto insperate che hanno ricadute pratiche solo su di lei, però, non su di me. Tranne un giorno in cui dimenticai di portare il ciucciotto con me, quella volta che dimenticai il latte e quell’altra che non avevo portato i pannolini (oh, 3 volte in 6 mesi è un record!) le è sempre andata di stra-lusso e deve essersi fatta l’idea di avere una mamma degna di questo nome.

Per compensare questo sforzo disumano di pianificazione, ovviamente, mi capita di non ricordare di rimettere le scarpe tornando dal mare, di lasciare chennesò le chiavi o il portafoglio a casa o cose simili di impatto minimo. Nonostante tutto, però, queste dimenticanze mi lasciano più serena, come se fossero la valvola di sfiatatoio della pentola a pressione, ma andiamo avanti.

Ora che ho ripreso il lavoro e che Bibi resta a casa (ancora dei suoceri fino a metà ottobre) con una Bibi-sitter, le mie mattine sono inspiegabilmente ancora più convulse. Dopo il triathlon Pannolino-Latte-Pannolino, lascio la dissennatrice alla sventurata e mi dedico alla mia preparazione. Spesso lascio la tazza di caffè intatta, perchè per la fretta ho dimenticato di berla, frequentemente torno trafelata a casa per prendere il telefonino. Altre volte il pranzo. Altre volte mi faccio due calcoli costo-opportunità di quello che ho lasciato e preferisco non tornare: sono una donna concreta, io!

Ovviamente figuratevi se in questa scaletta forsennata riesco ad inserirci 5 minuti per truccarmi. Farlo in macchina sta diventando quasi un piacere, anche perchè mi capita molte volta di avere l’auto alla mia destra e quella alla mia sinistra al semaforo con donne che fanno lo stesso.

Altro che un pugno di dollari… a noi donne basterebbero anche solo 5 minuti in più la mattina per essere felici.

Cinque-maledetti-e-subito!

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