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Ieri, in una giornata tutto sommato storica per la capitale, in quanto c’era la 19′ maratona di Roma ed il primo Angelus del Papa, la partita in casa della Roma ed un tempo antipatico ed autunnale, sono stata molto incerta se scendere di casa per fare la prima passeggiatina per il quartiere oppure no.

Esco, non esco, esco, non esco, esco, non esco, esco, ma guarda che tempaccio, non esco, ma dai, forse esco.

Quando mi ero quasi decisa, Bibi ha pensato bene di sporcarsi in modo cosí totale che ho dovuto posticipare l’uscita di parecchi minuti perchè ho dovuto lavarla e cambiarla del tutto.

Quando mi ero quasi nuovamente decisa, mi sono guardata allo specchio e ho dovuto posticipare di diversi minuti l’uscita perchè mi sono dovuta dare una sistemata più approfondita rispetto ai due colpi di spazzola che mi facevo bastare di solito. E comunque è servito a poco.

Insomma, addio efficienza, se mai ne ho avuta.

Appena scesa sotto casa la mia attenzione è stata immediatamente attratta da 3 matti che, vestiti leggeri leggeri, chiacchieravano disinvolti su una panchina, nonostante le condizioni generali fossero totalmente avverse: vento gelido ed incombente minaccia di pioggia.

Se non fosse che tutti e tre somigliavano a dei miei amici di Napoli avrei detto che erano stranieri, perchè a chi altro verrebbe in mente di mettersi a chiacchierare all’aperto in quelle condizioni?

Se non fosse che li immaginavo affaccendati in ben altre attività (come ad esempio fare lo “zuppone” di latte freddo e biscotti, dormire o lottare con il proprio zoo domestico), a occhio e croce avrei detto che quelli erano proprio i miei amici.

Se non fosse che due di loro avrebbero dovuto farsi 500 km in giornata e che il terzo avrebbe dovuto tagliare a piedi la maratona di Roma rischiando di essere travolto dal primo keniota che passava, avrei detto che quelli potevano davvero essere i miei amici.

Ma non potevano essere loro. Però in effetti lo erano.

Solo che non l’ho capito dall’evidente somiglianza, non crediate. Soltanto quando ho notato che i tre soggetti in tenuta acchiappa-influenza si strappavano con avidità di mano in mano una busta maxi di patatine fritte artigianali ne ho avuto effettivamente la certezza.

In qualsiasi condizione, buon sangue non mente.

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