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sonnoIl sonno dei bambini è fatto di un abbandono totale, la loro culla è il loro porto sicuro.

La piccola dissennatrice ha sempre avuto una reverenza direi messicana per le proprie sieste, ed ovviamente noi con lei. Da qualche giorno, però, si sente “grande”.

E’ solo da qualche giorno, infatti, che sembra diventata più consapevole di quello che accade attorno e quindi, in alcuni momenti, dormire sta diventando una lotta tra forze contrastanti: alcune di esse che le sussurrano di abbandonarsi lentamente al sonno, come ha sempre fatto, ed altre che invece le consigliano di trovare le forze per rimanere sveglia, pur di non perdersi un solo minuto di vita.

Prima era molto semplice irretrirla: le si dava il suo adorato ciuccio e trotterellava verso il suo letto. Ora siamo nel bel mezzo di una rivoluzione copernicana: è lei che, col ciuccio in mano, lo va a mettere a fare la nanna nel lettino, e poi torna da noi pronta per nuove giovani avventure.

Morale della favola, ci saltella attorno in momenti della giornata “nuovi” per tutti e tre noi: durante un pranzo con gli amici, quando ci stendiamo sul divano con un libro in mano, quando vorremmo iniziare a vederci un film.

Il tempo che riesce a rubare al sonno sembra che per lei abbia un valore più prezioso del normale.

E poi arriva il momento in cui si addormenta; ma quando ultimamente entro a sistemarle la copertina per la notte, mi ritrovo davanti ad un quadro nuovo: non la trovo più nella sua solita posizione distesa, ma la devo “sbrogliare”, perchè è tutta accartocciata su se stessa, aggrovigliata, intrecciata, scomposta, scomoda…

…quasi come se col sonno, ultimamente, lei ci giocasse a “Un, due, tre… Stella!” e, pur di non essere scoperta, prende sonno così, letteralmete pietrificata nella posizione in cui si trovava non appena lui si stava per girare.

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