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nunno
Io da piccola avevo un cane immaginario. Non ne ricordo il nome, ma era uno Yorkshire.

Sono davvero l’ultima persona che può mettere bocca sul fatto che la piccola dissennatrice abbia un amico immaginario e infatti me ne guarderei bene dal farlo, se non stessimo parlando di “Nunno”.

Le cose più strane che fa Bibi gliele ha chieste Nunno, spesso viene con lei quando usciamo o a volte lo incrociamo per strada. Se non fosse così evidentemente brutto, il padre ne sarebbe già geloso. Gli conserviamo dei biscotti, un posto in auto e a volte dobbiamo schizzare via dal divano perché lo stiamo schiacciando, povero.

Ultimamente gira accompagnato da Tatti e Titta, due sue amiche di una tale antipatia che Bibi deve sempre ricordarci che sono amiche solo di Nunno e a lei sono antipatiche. Ma fin qui tutto bene, con tutto quello che ci succede è il minimo dei problemi.

Qualche tempo fa, però, nell’uscire da un ristorante e Bibi si è resa conto solo arrivando fuori che Nunno era rimasto dentro. “No ‘o possiamo lasciare, mamma!!!” MaffiguratiselasciamoNunno, amoremio!
Dunque siamo rientrate. Nunno aveva avuto la geniale idea di salire sul pergolato. Bibi lo ha chiamato, ma evidentemente non deve avere un buon udito, perchè ci ha sentito solo quando ho iniziato a chiamarlo anche io. Finalmente, sommo cum gaudio mio e di tutti gli altri avventori, la piccola dissennatrice ha annunciato tutta soddisfatta: “Eccolo, sta scendendo!”.

Assafà, pensavo, mentre in maniera disinvolta guardavo tra i tavoli per assicurarmi che nessuno di mia conoscenza avesse visto la scena.

Attendiamo, Nunno scendeva piano. Quando ha toccato terra Bianca si è girata verso di me e mi ha detto: “Adesso portalo tu, perchè pesa”.

Ha girato le spalle e si è avviata verso l’uscita. Io ho preso Nunno e l’ho seguita.
Dopo tutto quello sforzo, potevo mica lasciarlo lì?

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