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batteri

C’era una volta un sole bellissimo vicino ad un lago costiero, ma quella notte ci sarebbe stato un grande temporale.

Lui era bello, io dovevo essere magnifica.

Poi ci siamo risentiti. E poi ci siamo rivisti.

E dopo ancora ci siamo scritti per un po’.

E poi siamo partiti e siamo andati molto lontano.

Ad un certo punto, una sera di gennaio, io dico che lui mi ha detto che avrei dovuto lasciare tutto e trasferirmi da lui ad occhi chiusi. Lui dice che io gli ho detto che avrei voluto lasciare tutto e trasferirmi da lui ad occhi chiusi.

Comunque io ho impacchettato le mie cose in uno zaino da campeggiatore ed un amico mi ha regalato una specie di iPod con un po’ di canzoni allegre, perchè voleva che il viaggio in treno sola andata Napoli/Roma non fosse troppo triste.

Ma io sono arrivata a Roma nel giorno in cui lui aveva ritirato le chiavi della sua prima casa, in cui agognava di poter vivere da solo per un po’. E quindi a guardar bene non ero io ad essere la più triste dei due.

Era un quarto piano senza ascensore.

Una sera gelata, qualche tempo dopo, bevevamo grappa alla pera in un ristorante che in italiano l’avremmo tradotto “Lucertola”. Era un gran posto, a volte le apparenze ingannano. E così qualcuno dei due ha detto “Ci dovremmo sposare”. Nessuno si ricorda chi, vatti a fidare della grappa alla pera.

E comunque ci siamo sposati su un pezzo di roccia meravigliosa in mezzo al mare, che non ci volevano propriamente ospitare e infatti hanno voluto decidere loro quante persone potevamo invitare e cosa farci mangiare. Ah, e se avesse piovuto, non ci saremmo dovuti neppure presentare.

Ma tanto sapevamo che non avrebbe piovuto.

E poi ci preoccupava di più che ci sposasse uno che per cognome faceva “Abbandonato”, quindi la pioggia in fondo era il male minore.

E adesso ci ritroviamo sposati da 10 anni, ma a occhio e croce avrei detto che era passata poco più di un’ora.

Ma detto ciò… la volete sentire la storia dei batteri?