Tag

, , , , , , , , , , , , , ,

gelato

Il mondo si divide in due.

Ci sono quelli che a metà di un gelato iniziano a mordicchiare la punta del cono ed iniziano a svuotarlo succhiando da giù.
Trattasi di usanza probabilmente preistorica di derivazione nord europea (forse derivante dal dio Thor) che provoca continui smottamenti nella parte superiore del gelato, fino al punto di non ritorno in cui al centro si crea una voragine così profonda che spesso il cono di wafer viene addirittura gettato, essendo diventato un inutile contenitore vuoto, come un significante-senza-più-significato.

Ci sono quelli che, invece, mangiano il gelato con derefenza, aspettano di consumare la crema della parte superiore prima di addentare la cialda, che non hanno precedentemente smucinato fino a farla diventare pappetta.
La cialda, duque, è rimasta croccante ed è pronta per essere suddivisa in fragranti morsi misti a crema, che esplodono letteralmente nella bocca di chi la sta addentando, rilasciando un piacere prolungato.
Per queste persone l’ultimo morso al cono è vissuto con dolore, più che un arrivederci è un addio: ai coni ci si affeziona come a dei vecchi amici.

Il marito fa parte della prima categoria. Io appartengo alla seconda.

Ci sarebbero gli estremi per una separazione con addebito, ma lui potrebbe provare che io conoscevo questo suo difetto già prima di sposarlo e quindi, nel dubbio di poter soccombere, lascio perdere.

L’altro giorno ho notato con stupore che esiste anche una categoria ulteriore, detta (+1), ossia la categoria dei pitoni.
Costoro cercani di ingurgitare, con un unico morso, il cono tutto per intero, da parte a parte.

La dissennatrice fa parte dei pitoni, ma credo che lo faccia solo per non prendere posizione contro uno di noi due.

Sta venendo su votata al sacrificio: una vera stoica.

 

Annunci