A cor gentil rempaira sempre amore

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Lo posso capire che è singolare aprire i post della stagione 2013 con un’immagine di questo tipo. Anche perchè, ammettiamolo, molti di noi usano l’Epifania come limite massimo (fisico, ma soprattutto mentale) per abbandonarsi alle voluttà culinarie e dal 7 gennaio, chi in un modo chi in un altro secondo coscienza e possibilità, si appigliano a qualsiasi cosa per tornare ad un certo decoro alimentare. Almeno per forma verso se stessi.

Questo infatti è l’unico periodo dell’anno in cui mi capita di vedere in giro facce davvero contrite, occhi che rifuggono lo sguardo, qualche profilo che, dopo soli pochi giorni, è già più appesantito.

E sono frequenti, ad esempio tra colleghi, quei discorsi banali in cui, con aria di sufficienza, si dice: No, ma io poi non ho mangiato molto in queste feste, io ci sto sempre attento, che scherzi? E’ solo che mi sono mosso di meno, per questo mi sono un po’ gonfiato… Ed in questo periodo puoi dire qualsiasi cosa e non trovi nessuno che con franchezza affonda il dito nella piaga, anche perchè tutti hanno altarini da nascondere e ben poco da svelare.

Osservando ancora una volta le dinamiche che scattano quasi in tutti (me compresa) nel periodo natalizio, mi sono resa conto che per molti di noi mangiare in questo periodo è un imperativo categorico, un vero dovere morale. Anche se non si ha molta fame, sapere che il cibo c’è, che è lì sul comò, che è moooolto più calorico di quello il tuo corpo richiederebbe in quel momento fa automaticamente scattare una irrefrenabile necessità mentale di mangiarlo ed in quantità smoderate.

I passaggi sono questi, la scaletta è infallibile e perpetua.

Ebbene io quest’anno abbatterò qualsiasi ipocrisia e farò outing con le 5 cose migliori, e dunque anche le peggiori, che ho mangiato in questo periodo anche senza avere fame:

  1. Torta Savoia siciliana (se non la conoscete, informatevi)
  2. Ravioli ripieni di un pesce che a sua volta aveva mangiato ricotta e verdure (era più o meno così, giuro), ripassati in un sughetto corposo di frutti di mare
  3. Un quarto di forma di Brie francese
  4. Torroncini morbidi ricoperti di cioccolato, quantità indefinita, homemade
  5. Una cornucopia costruita in cioccolato e ripiena di cioccolato. Anche il vassoio su cui era adagiata era fatto di cioccolato. (Dico era non perchè sono riuscita a finirla, ma perchè il marito ad un certo punto me l’ha nascosta, quindi dramma: so che è ancora in casa, ma non so dov’è. Ed io questa la chiamo c-a-t-t-i-v-e-r-i-a).

E se già così le feste hanno fatto i loro danni mi considero comunque fortunata perchè durante le vacanze di Natale non sono stata a Napoli, altrimenti probabilmente ora anche digitare sulla tastiera del pc sarebbe un’attività troppo faticosa per me…

Il problema, però, è che in questo 2013 a me non è scattata la molla della decenza e quindi, anche dopo il 7 gennaio, il cibo continua a parlarmi. E vi giuro che mi parla in modo esplicito: alcuni cibi mi sfidano, altri mi provocano ed altri, invece, mi implorano proprio.

Ma ora ditemi quale persona riuscirebbe a voltare la testa dall’altro lato dopo che la pizza bianca vi dice una cosa del genere? Voi ci riuscireste? Io certamente no, sono terribilmente sensibile: per me questo è un messaggio d’amore.

45 risposte a "A cor gentil rempaira sempre amore"

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      1. confesso che ho ancora litri di aranciata nel mio frigorifero, che ogni sera guardo e penso che pure se un po’ trash, le bevande gassate stanno bene su ogni cosa.
        il cibo un po’ l’ho mollato, privilegiando l’assenza di salse e condimenti nemici del fegato, che poi si sa sono i piùbbuoni dei piùbbuoni

  1. Dire di no ad una pizza bianca è inumano, in qualsiasi epoca dell’anno e in qualsiasi momento della giornata. Sono con te: azzanna! Con sensibilità, of course.

    1. Assolutamente no.
      Ma so che è a casa, in quanto la sera, approfittando di una mia visita al bagno, il marito lo caccia fuori e lo mette sul tavolo per una misuratissima mangiucchiata. Basta girarsi al volo e non lo trovo più.
      Infamità.

  2. ma la cosa peggiore è tornare “a casa” e scoprire che tua madre sotto suggerimento di tuo padre ha stilato un menù giornaliero per i 4 giorni della tua permanenza…
    Tutto buono buonissimo ma tornare a casa è stata quasi una liberazione 😀

  3. A me ne vengono in mente solo 3, ma di un’abbondanza da far vergognare chiunque (tranne me): torta Sacher, pane e prosecco.
    Lo so che detta così sembra che ho farcito il pane col prosecco, ma se avessi potuto probabilmente l’avrei fatto!
    Una pancia estremamente bella,da invidia!
    Buon anno!

  4. il marito ha cominciato a inizio dicembre a perdere il lume della ragione e ad arraffare quintali di biscottini farciti, frutta secca, cioccolatini, patatine e blablabla.
    e ha continuato fino al 31, ultima spesa.
    poi il primo gennaio, facendo merenda, ha deciso che si era lasciato prendere troppo la mano e che si sarebbe messo a dieta.

    ok, ci sta, visto che la cosa stava davvero degenerando.
    ma lo decidi così, da un minuto all’altro?
    lo decidi così, dieta senza nemmeno uno sgarro, da bravo integralista, lasciandomi la casa PIENA di cibo?
    no, ma ti pare il modo?

    non mi ha nemmeno aiutato a finire il panettone di capodanno. io e la figlia abbiamo dovuto sacrificarci.
    girano ancora datteri che non verranno mangiati e pistacchi che invecchieranno.

    intento apprezzabile, ma come odio questo modus operandi… soldi buttati, ecco. e nel buttarli non ero favorevole nemmeno prima.

    (scusa lo sfogo)

    1. Hai ragione, è uno sfogo giusto.
      E’ come correre a 120 km/h in auto e poi fermarsi di colpo per andare a comprare, che ne so, una schiuma da barba in un negozio con la fila che arriva fino a fuori.
      Ma scusa, direi io, proprio ora ti serve la schiuma da barba? E’ inutile!!! Stai guidando!! E abbiamo fatto lo slalom tra le macchine per correre così e arrivare un po’ prima e poi ci mettiamo comunque 2 ore nel nostro viaggio perchè ci dobbiamo fermare da un momento all’altro e al negozio di schiume da barba c’è fila. Insomma, ma a cosa è valso questo tuo modus operandi? Soldi della benzina buttati, ecco.

      Scusa la sconnessione, ma era per dire che ti capisco davvero benissimo.

  5. Non si sfugge all’amore a costo di grandi sofferenze. Il mio corpo recalcitra alla decisione della dieta, il mio viso non i restituisce più un sorriso e le mie rughe (di espressione) non vogliono distendersi… poi quella pizza bianca… sadica! crudele! Non me la dovevi mostrare

    1. ahia, come ti capisco. quindi hai la ruga a forma di gabbiamo al centro della fronte? Quella che viene quando tu credi di essere felice e invece sai che c’è un pensiero dentro di te che non ti permette di esserlo. Ma qual è? Ma cos’è?
      Ah, certo, la verza bollita per pranzo.
      🙂

  6. si va beh, carino il post, carini i commenti…..
    ma sto torroncino morbido ricoperto di cioccolato homemade? mo che scendi dovresti proprio presentarmelo 😀

  7. Tenerissima la foto della tua pancina e della focaccia! E mangiala, che te l’ha chiesto lei! 😆
    Comunque la storia della cornucopia di cioccolato nascosta è una vera crudeltà. Appena tuo marito esce mettiti alla ricerca… un tale tesoro NON può rimanere nascosto!

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